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MONDO

153 sì e 146 no

Il Parlamento di Atene ratifica l'accordo sul nome della Macedonia

In base all'accordo, la Macedonia cambierà il suo nome in Repubblica della Macedonia del Nord e la Grecia farà cadere le sue obiezioni all'ingresso di Skopje nella Nato, ponendo fine a decenni di controversie

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Il Parlamento greco ha ratificato l'accordo sul nome della Macedonia. Lo ha reso noto l'ufficio di  presidenza. In base all'accordo, la Macedonia cambierà il suo nome in Repubblica della Macedonia del Nord e la Grecia farà cadere le sue obiezioni all'ingresso di Skopje nella Nato, ponendo fine a decenni di controversie. 

Un sì di stretta misura
Su 300 deputati, 153 hanno votato a favore e 146 contro, approvando così l'intesa. 145 sì sono giuntii dalle fila del partito governativo Syriza. I restanti otto sono parlamentari indipendenti, del centro o dissidenti delle fila dell'ex alleato di governo, i nazionalisti Greci Indipendenti (Anel). Il delicato voto per ratificare l'accordo raggiunto con Skopje ha suscitato molte proteste, sfociate anche in scontri di piazza negli ultimi giorni.

La crisi di governo evitata
Il premier Alexis Tsipras era sopravvissuto a fatica la settimana scorsa a un voto di fiducia dopo l'uscita dalla coalizione del partito Anel dell'ex ministro della Difesa Panos Kammenos. Ora il premier guida un governo di minoranza e ha avuto bisogno dell'appoggio di deputati indipendenti e dell'opposizione per riuscire a far passare in Parlamento l'intesa. 

La controversia
La ratifica del parlamento di Atene mette fine ad una controversia iniziata nel 1991 con l'indipendenza della Macedonia dall'ex Jugoslavia. La Grecia ha sempre considerato il nome del proprio vicino come una rivendicazione nazionalista sulla propria regione omonima, ponendo il veto sull'adesione di Skopje alla Nato e l'Ue. Ora questo veto viene a cadere, aprendo la strada un prossimo ingresso di Skopje nell'Alleanza Atlantica e all'apertura di un processo di adesione all'Unione Europea. 

Un voto "storico"
E' un voto "storico" ha detto il presidente del parlamento greco, Nikos Voutsis, al termine di un dibattito parlamentare record durato 38 ore, più di qualsiasi discussione sulle misure di austerità. "La Macedonia del Nord che nasce oggi, sarà un paese amico - ha twittato il primo ministro greco Alexis Tsipras - sarà un alleato e un sostenitore della Grecia nei suoi sforzi per la sicurezza, la stabilità e lo sviluppo della regione. Le future generazioni nei due paesi saranno grate ai deputati che hanno coraggiosamente posto le fondamenta per un futuro di pace, solidarietà e armoniosa coesistenza".

Un anno fa la svolta
L'accordo di Prespes sul cambiamento di nome della Macedonia è stato fortemente voluto dai leader progressisti di Atene e Skopje, che hanno dovuto superare fortissime resistenze nazionaliste nei due paesi. La svolta è maturata esattamente un anno fa durante un'incontro fra il primo ministro macedone Zoran Zaev e l'omologo greco Tsipras a margine del World Economic Forum di Davos. E oggi entrambi raccolgono un importante successo, che va nella direzione della stabilizzazione dei Balcani.

Stoltenberg: ora in attesa adesione Macedonia alla Nato
La ratifica dell'intesa sul nuovo nome della Macedonia è stata salutata dal segretario generale della Nato con un messaggio su Twitter. "Accolgo con favore la ratifica di oggi nel Parlamento greco del #Prespaagreement, un importante contributo alla stabilità e alla prosperità di tutta la regione", scrive Stoltenberg. "In attesa che la futura Repubblica di Macedonia del Nord aderisca alla #NATO".
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