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MONDO

La nuova dottrina strategica

Il Pentagono suggerisce di rispondere a cyberattacchi devastanti con il ricorso ad armi nucleari

Il documento, Nuclear Posture Review (Revisione della strategia nucleare) cita come possibili fonti di attacchi hacker devastanti, Russia, Cina e Corea del Nord e potenzialmente l'Iran. La strategia nell'uso degli ordigni atomici  concedeva finora "il primo uso" agli Usa solo per rispondere ad un attacco, anche non nucleare, ma con armi batteriologiche

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Nell'era in cui il nemico può manifestarsi anche sotto forma di massiccio attacco ai sistemi informatici si va verso n cambiamento radicale delle regole di ingaggio, scrive il New York Times.

Nella nuova dottrina strategica che il Pentagono ha definito ed ha inviato al presidente Donald Trump per l'approvazione e' anche previsto che in caso di cyber-attacco devastante - il blocco della rete elettrica o di comunicazione nazionale o altri episodi di tale entita' - ad opera di un Paese straniero, venga usata la bomba atomica. 

Ordigno di potenza limitata, anche un solo chilotone (1.000 tonnellate di tritolo, ossia 17 volte meno potente di Little Boy il primo ordigno nucleare sganciato dagli Usa su Hiroshima il 6 agosto del 1945).

Ma a parte la potenza dell'ordigno da usare, se Trump adottasse i consigli del Pentagono, saremmo di fronte ad un cambio di strategia totale, scrive il New York Times. Strategia nell'uso degli ordigni atomici che concedeva finora "il primo uso" agli Usa solo per rispondere ad un attacco, anche non nucleare, ma con armi batteriologiche.

Il documento, Nuclear Posture Review (Revisione della strategia nucleare) cita come possibile fonti di attacchi hacker devastanti, Russia, Cina e Corea del Nord e potenzialmente l'Iran.

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