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ECONOMIA

l'incontro con i parlamentari europei

Il tour di Oxfam contro l'evasione fiscale arriva a Bruxelles

Continua Il #Tax Justice Together di Oxfam nel cuore dell’Europa. La campagna per sensibilizzare la politica a combattere l'elusione finanziaria delle grandi multinazionali

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Il #Tax Justice Together on tour di Oxfam giunge nel cuore dell’Europa
E’ l’ora di punta di un indaffarato lunedì belga quando il van di Oxfam Italia arriva nei pressi dell’animata Place de Luxembourg, la ‘porta d’ingresso’ del Parlamento Europeo a Bruxelles. Il contachilometri parla chiaro: il Tax Justice Together on tour di Oxfam in poco più in un giorno si è già esteso per oltre 1000 chilometri. Il tour partito da Firenze, fa adesso capolino nel cuore istituzionale dell’Europa.

L’incontro con i parlamentari europei
Nel tardo pomeriggio la delegazione di Oxfam è di fronte alla soglia dell’edificio intitolato a Altiero Spinelli, padre nobile dell’Unione europea.  Ad attenderli al quinto piano del Palamento europeo ci sono gli eurodeputati Sergio Cofferati, Elly Schlein, Marco Valli e Marco Zanni. E’ un incontro vibrante, in cui la delegazione condivide con i parlamentari gli obiettivi della campagna Sfida L’Ingiustizia e le proposte di Oxfam per combattere la disuguaglianza economica attraverso l’introduzione di misure di giustizia fiscale. Dall’altra parte del tavolo c’è chi in Europa sta già esprimendo un posizionamento progressista sul tema e si è fatto da tempo promotore di proposte di riforma ambiziose per contrastare l’elusione di singoli individui e grandi multinazionali a danno delle casse degli Stati e per porre fine a regimi fiscali privilegiati e a misure che esasperano l’agguerrita concorrenza fiscale fra i paesi.

Trasparenza finanziaria: primi passi in avanti, ma la questione resta aperta
“Non si può più attendere per l’introduzione di misure efficaci di trasparenza finanziaria. Dobbiamo conoscere l’entità degli utili dichiarati e il livello di tasse versate dalle grandi corporation, a fronte del reale valore economico creato nei diversi Paesi in cui operano tramite le proprie sussidiarie. E’ una questione di lealtà fiscale nei confronti di chi investe nelle imprese e di equità fiscale verso tutti i cittadini”. Parola di Sergio Cofferati, deputato del gruppo socialista e estensore della misura di rendicontazione pubblica Paese per Paese per le multinazionali UE. Una proposta approvata lo scorso luglio dal Parlamento Europeo ad ampia maggioranza. Il ‘solo’ voto del Parlamento non è però purtroppo sufficiente. Gli Stati hanno l’ultima parola e mostrano forti resistenze. Il 12 Aprile la Commissione Europea presenterà una propria valutazione d’impatto sul country-by-country reporting pubblico e il processo dovrebbe ripartire. La Commissione supporterà il Parlamento? La questione resta aperta.

Migrazione ed elusione fiscale: due fenomeni interconnessi
“L’elusione può essere considerata una causa strutturale della migrazione economica. Ogni anno le risorse che defluiscono, sotto forma di flussi finanziari illeciti, dai Paesi poveri verso i paradisi fiscali o i Paesi di residenza delle multinazionali superano il volume degli aiuti pubblici allo sviluppo elargiti dai Paesi ricchi. Gli impatti delle politiche fiscali dei Paesi industrializzati, a partire dagli Stati membri dell’Unione, sui Paesi in via di sviluppo vanno esaminati e quantificati”. La stoccata, nel corso dell’incontro arriva da Elly Schlein, parlamentare socialista impegnata nella Commissione Sviluppo. Al centro la necessità di riformare quei trattati fiscali che penalizzano profondamente i Paesi poveri, accordando maggiori diritti ai Paesi del Nord (in cui hanno residenza i grandi gruppi multinazionali) rispetto ai Paesi in via di sviluppo, palcoscenico delle attività produttive delle corporation.

Gli accordi segreti tra stati e corporation
Marco Valli e Marco Zanni, eurodeputati del Movimento 5 Stelle, sono coinvolti nei lavori della Commissione Speciale Tax2 che ha il mandato di indagare sui tax-rulings (gli accordi fiscali segreti, fra Governi europei e corporation) e le pratiche fiscali dannose messe in campo dagli Stati Membri. La Tax2 lavora a pieno ritmo: oggi sono in corso le audizioni di quattro grandi corporation, Apple, McDonald’s, IKEA e Google (altre compagnie, tra cui FIAT, residente in Olanda, hanno declinato l’invito al confronto). I parlamentari chiederanno conto alle multinazionali sulle loro pratiche di pianificazione fiscale. Sarà un dibattito acceso. “Molte informazioni richieste agli Stati Membri sui tax-rulings nazionali non sono stati condivisi con  le Commissioni TAXE e Tax2. Questo rende pressoché impossibile l’accesso a informazioni sensibili che vorremmo poter esaminare in dettaglio. - spiega Zanni -  Siamo preoccupati per lo scarso potere di intervento delle autorità europee per punire gli abusi fiscali e precettare gli Stati che se ne fanno complici. Ad oggi è difficile ottenere sanzioni”. E’ infine Marco Valli a riportare l’attenzione sul ruolo del settore bancario nel facilitare pratiche elusive. “Va fatta piena luce sulla natura delle transazioni finanziarie nel settore. – aggiunge - Dobbiamo prima di tutto ampliare l’efficacia della direttiva anti-riciclaggio, garantendo piena trasparenza e accessibilità ai cittadini delle informazioni sui beneficiari effettivi di beni e società”.       
L’incontro è stato lungo, Place de Luxembourg è ormai vuota. Ma la discussione è stata aperta e coinvolgente. Si è aperto un bel terreno di lavoro comune. Adesso però, c’’è ancora un po’ di strada da fare, il van di Oxfam riparte. Destinazione: Amsterdam!    
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