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ITALIA

'Ndrangheta

Il boss Rocco Morabito evaso in Uruguay. Ministero della Giustizia: "Nessun ritardo in estradizione"

"È un fatto gravissimo che si consenta a criminali del livello di Morabito di trovare ancora una volta la libertà", attacca invece il procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho

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All'indomani della clamorosa evasione è polemica in Italia sul caso Morabito. Il boss della 'Ndrangheta catturato in America latina e poi svanito prima che fosse estradato nel nostro paese è al centro di ricostruzioni contrastanti, con il ministero della giustizia che interviene per negare ritardi e negligenze nel paese sudamericano.

Ministero della giustizia: "Nessun ritardo in estradizione"
 Nessun ritardo nelle procedure di estradizione di Rocco Morabito, il quale era in attesa dell'ultima pronuncia giudiziaria sul suo caso da parte dell'autorita' uruguaiana. Lo sottolineano fonti del ministero della Giustizia ricordando che in Uruguay, infatti, sono previsti tre gradi di giudizio per la procedura estradizionale e Morabito aveva presentato ricorso dinanzi alla Suprema Corte di Giustizia contro la sentenza della Corte d'appello che si era espressa a favore dell'estradizione. In caso anche il terzo grado avesse deciso in tal senso, la stessa Suprema Corte avrebbe avvertito il ministero degli Esteri al fine di coordinare la consegna allo Stato italiano.

Potrebbe essere fuggito in Brasile o Argentina
La fuga di Morabito, si sottolinea ancora a via Arenula, avviene dunque prima ancora dell'ultima pronuncia. Quanto alle possibilita' di ritrovarlo, il latitante e' fuggito da un istituto penitenziario nel centro della capitale, Montevideo. Ma con lui c'erano altri tre detenuti in attesa di essere estradati, in Brasile e in Argentina. Il timore - osservano le stesse fonti - e' che Morabito provi ad attraversare proprio queste frontiere.

Il procuratore De Raho: "Gravissimo che sia fuggito"
"Morabito ci doveva essere consegnato già da marzo. L'autorità giudiziaria aveva deciso l'estradizione ma i ritardi gli hanno evidentemente consentito la fuga. E' un fatto gravissimo che si consenta a criminali del livello di Morabito di trovare ancora una volta la libertà". Sono le parole del procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho, in relazione alla fuga del boss Rocco Morabito dalla prigione in Uruguay. De Raho ha sottolineato che la fuga di Morabito "fa credere che qualunque forma di illegalità può essere sempre attuata avendo tanti soldi. Questo - ha aggiunto - è il peggior messaggio che possa essere diffuso soprattutto in Paesi in cui si tenta di rinnovare anche il modello costituzionale, giurisdizionale e politico". Dal procuratore nazionale Antimafia è stato espresso l'auspicio "che riescano a raggiungere il risultato di catturarlo anche per restituire credibilità a quelle istituzioni". 

La fuga
Il boss della 'Ndrangheta calabreseè evaso nella notte tra domenica e lunedì insieme ad altri tre reclusi dal carcere centrale di Montevideo, dove era in attesa di definizione del suo processo di estradizione verso l'Italia. 

Morabito, 53 anni, era stato arrestato nel 2017  dopo 23 anni di latitanza e alla fine dello scorso marzo un tribunale penale d'Appello aveva confermato l'autorizzazione all'estradizione verso l'Italia. Secondo quanto si è appreso, Morabito, che era stato condannato in Italia a 30 anni in contumacia, era ricoverato con i suoi complici in osservazione nell'infermeria del carcere. La fuga è avvenuta attraverso un passaggio creato nel tetto, da dove si sono calati in una fattoria confinante, dove hanno rubato denaro alla proprietaria
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