SALUTE

Sonno, chi ci fa i soldi e chi si rovina la vita

Il business non dorme mai

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C’è chi sul sonno ci fa grandi affari: dalle mollette per tenere aperte le narici ai materassi e cuscini di ogni forma e qualità. Tutto indicato per dormire meglio, tutto a caro prezzo.
L’antesignano del materasso strano assai è stato quello ad acqua, molto in voga negli Stati Uniti negli anni 80 e 90. Da allora, sono molte le soluzioni che l’industria ha messo in campo, promettendo sogni d’oro. Ed assicurandosi bilanci dello stesso metallo.

C’è il Floating Bed, che è il letto che "galleggia" in aria, un letto che pende dal soffitto, tipo amaca ma montato su un telaio. C’è il Bedfan, una specie di “fraddaletto” che manda aria condizionata direttamente sotto le lenzuola. I più esigenti e dal portafoglio gonfio non si lasciano scappare il Beyond Luxury Sublime, materasso extralusso che supera i 40mila dollari, il più caro d’America. Dentro c’è cashmere, lana d’angora, seta, cotone biologico.

E poi, cuscini per chi russa, sveglie gentili e che proiettano l’orario sulla parete, applicazioni per smartphone che monitorano la quantità del sonno e persino i movimenti involontari che facciamo durante la notte: il mercato del sonno fattura miliardi, nel mondo. 

E si capisce il perché: il mercato è corposo. Solo in Italia si stima che siano 13 milioni ad avere un rapporto conflittuale con le ore notturne. Innanzitutto per le apnee, ci si arriva nella fase finale del russamento che porta a svegliarsi, per mancanza d'aria: senza considerare chi ci dorme affianco, che suo malgrado passa la notte a dare colpetti e gomitate, peraltro inutilmente. 

Un problema tanto grave che adesso chi ne soffre deve dichiararlo, ed incide sul rilascio della patente: dormendo, più o meno bene, ci passiamo un terzo della nostra vita, e meccanismi di rigenerazione cellulare, di assestamento dei ricordi si verificano solo se ci riusciamo, a dormire. 

Il buon sonno dipende anche da quello che mangiamo prima di coricarci, di quanto caffè o the beviamo, di rumori o luce che entrano nella stanza, e di cattive abitudini, come portarsi a letto qualcosa da fare, tipo il tablet o guardare la tv. Il cervello non riesce a spegnersi.

 Ma ci sono alcune patologie, come il Parkinson, o la sindrome delle gambe senza riposo, che disturbano il sonno: al contrario, la narcolessia e farmaci che hanno come effetto collaterale la sonnolenza, il problema opposto. Dormire poco e male accelera il declino cognitivo, avvertono i neurologi: inutile impasticcarsi con sonniferi e ansiolitici, meglio rivolgersi ad uno dei centri per la cura del sonno, o ad un neurologo. Anche perché gli effetti possono essere devastanti non solo per chi soffre di insonnia:  si stima che il 20% degli incidenti stradali sia dovuto proprio a colpi di sonno o a riflessi rallentati da una notte in cui si dorme a tratti.
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