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SPETTACOLO

Il cinema secondo Paolo Sorrentino: come Fellini, Bertolucci e Antonioni nessuno mai

Il regista napoletano protagonista del quarto incontro ravvicinato alla Festa del Cinema. In anteprima un suo corto su Rio de Janeiro

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di Laura Squillaci Ang Lee e la "Tempesta di ghiaccio" perché "mi ha insegnato molto sulla sceneggiatura". "La notte" di Michelangelo Antonioni "perché insieme a Fellini e Bertolucci quando mettono in scena qualcosa hanno una maestria pari a nessuno". E poi "Era mio padre" di Sam Mendes. E ancora "Una storia vera" di David Lynch per finire con Tim Burton e "Mars Attacks". Cinque registi, cinque film che hanno segnato la vita e la carriera di Paolo Sorrentino.

È lui il protagonista del quarto incontro ravvicinato con il pubblico, una sorta di lectio magistralis sul cinema. Il regista premio Oscar si è intrattenuto per molto tempo sul red carpet con i suoi fan. Che pure hanno dovuto attenderlo oltre misura. Il motivo lo ha ammesso lui stesso: doveva finire di vedere la partita del Napoli.

Dopo la lunga chiacchierata, Sorrentino ha presentato in anteprima un cortometraggio inedito, "Lucky", che fa parte di un film collettivo dedicato a Rio De Janeiro: "L'ho scritto a Roma, niente sopralluoghi, a Rio basta andare una volta, l'ho girato in due giorni. E' la storia di una coppia dove il marito è anziano e la moglie giovane e bella".

L'omaggio della festa del Cinema non finisce qui. Il 24 ottobre, in chiusura, saranno presentati 40 minuti inediti de "La Grande Bellezza".
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