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SALUTE

La patologia genetica colpisce 400 milioni di persone nel mondo

Il favismo e la longevità: correlazione tra i centenari sardi e la malattia

Uno studio condotto dall'Università di Sassari ha trovato una connessione tra i malati di favismo e la longevità. Nei centenari sardi la mancanza dell'enzima G6PD, indice della malattia, è doppio rispetto al resto della popolazione  

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Cucinate o mangiate crude, magari insieme al pecorino, le fave sono le regine dei pic-nic, soprattutto quelli del 1^ maggio. Ma sul legume di primavera, molto amato in varie regioni d'Italia, non mancano le semplici allergie, o rari, ma pericolosi, casi di favismo. Quest’ultimo è una malattia metabolica genetica trasmessa dalla madre ai figli maschi, causata dal difetto congenito di un enzima, particolarmente diffuso in Sardegna.

Un Dna 'malato' potrebbe però conferire anche un vantaggio genetico, almeno secondo uno studio condotto dall'Università di Sassari. Gli scienziati hanno infatti osservato che nei centenari sardi la mancanza di enzima G6PD è 2 volte più diffusa. L'ipotesi è che esista un gene della longevità che 'incrocia' il suo destino con il favismo.

Allergia alimentare alle fave 
Non bisogna confondere il favismo, che è una malattia, con l’allergia alle fave, che è invece un’allergia alimentare, che interessa circa il 3 per cento della popolazione italiana, e del 5% in età pediatrica.

Più frequente tra i bambini
"L'allergia è comunque rara" - ha spiegato Fiocchi, responsabile di Allergologia all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma -  "Nella mia vita ne ho visti tre casi appena, e solo perché ho visitato tanti bambini. Questa forma colpisce in genere persone che hanno avuto reazioni allergiche anche mangiando fagioli, piselli, ma soprattutto lupini e arachidi. Sono allergie più frequenti nella seconda infanzia, tra i bimbi delle scuole elementari o medie", ha precisato l'esperto. "Si tratta di forme che a volte danno anche reazioni gravi di tipo anafilattico, ma che molto più spesso provocano mal di pancia non immediati e quindi difficili da riconoscere". In questi casi la diagnosi avviene 'per esclusione': in presenza di un attacco acuto, e una volta "eliminata l'ipotesi appendicite, si fanno approfondimenti mirati a sondare eventuali allergie".
 
Il favismo
Il favismo è causato da un difetto al gene che regola la produzione dell'enzima G6PD, normalmente presente nei globuli rossi ed essenziale per la vitalità e il funzionamento corretto di queste 'cellule ossigenatrici' del sangue. Se le persone con carenza di G6PD mangiano fave, a volte anche piselli, o assumono particolari farmaci, vanno incontro ad un'improvvisa distruzione dei globuli rossi con grave anemica emolitica. Il sintomo più tipico è un forte ittero e l'attacco si può superare solo con una trasfusione di sangue. Per i fabici, insomma, le fave sono un 'veleno' da eliminare completamente. 

La malattia colpisce solo gli uomini, le donne sono portatrici 
"Così come accade per l'emofilia - ha ricordato l'allergologo del Bambino Gesù - il difetto responsabile del favismo si trasmette con il cromosoma X". La malattia colpisce dunque in forma grave i maschi, mentre le femmine sono portatrici del gene 'sbagliato', possono trasmetterlo ai figli maschi o ammalarsi di forme lievi.
 
Favismo diffuso soprattutto in Africa, Asia meridionale, Grecia e Sardegna: un totale di 400 milioni di persone 
Secondo i dati riferiti dall'Associazione italiana favismo onlus, il difetto al gene dell'enzima G6PD è diffuso soprattutto in Africa, nei Bantu raggiunge una frequenza del 20% circa, ma anche nell'Asia meridionale e nel bacino mediterraneo, dove in alcune zone come la Grecia o la Sardegna presenta una frequenza variabile dal 4 al 30%. 
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