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ITALIA

Unione sindacale di base: "Ce ne hanno ammazzato un altro"

Il migrante ucciso nel Vibonese era un attivista sindacale

Indetto per il 4 giugno uno sciopero generale dei braccianti, manifestazione nazionale il 16. Inquirenti al lavoro su una pista precisa

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Era un attivista sindacale dell'Usb (Unione sindacale di base), Soumaila Sacko, il ragazzo 30enne del Mali ucciso nel Vibonese nel corso di una sparatoria. Un ragazzo da sempre in prima fila nelle lotte sindacali per difendere i diritti dei braccianti agricoli sfruttati nella Piana di Gioia Tauro e costretti a vivere in condizioni fatiscenti nella tendopoli di San Ferdinando (Rc).

4 colpi sparati da lunga distanza, uno ha raggiunto Sacko alla testa
Secondo le prime ricostruzioni, insieme ad altri due connazionali Sacko si trovava all'ex Fornace, una fabbrica abbandonata nel vibonese, per recuperare lamiere e altro materiale utile a costruire un riparo nella vicina tendopoli di San Ferdinando, ghetto nella zona di Rosarno già parzialmente distrutto dall'incendio doloso in cui, la notte del 27 gennaio 2018, ha perso la vita Becky Moses.

I tre migranti, tutti regolarmente residenti in Italia, sono stati raggiunti da 4 colpi di fucile sparati da lunga distanza, 150 metri. "Mentre eravamo li - ha raccontato stamani Drane Maoiheri, 39 anni, rimasto ferito - si è fermata una Fiat Panda bianca vecchio modello ed è  sceso un uomo con un fucile che ci ha sparato contro 4 volte". L'altro ferito è Madoufoune Fofana, 27 anni.

E proprio l'Unione sindacale di base ha indetto per domani, lunedì 4 giugno, una giornata di sciopero dei braccianti agricoli.

Usb: "Era impegnato nelle nostre lotte"
"Dopo Abdel Salam a Piacenza un altro lavoratore migrante, il ventinovenne maliano Soumaila Sacko, interno al percorso di lotte di USB tra i braccianti della piana di Gioia Tauro, è stato ammazzato ieri sera mentre, insieme ad altri migranti, si trovava nei pressi di una fabbrica dismessa forse per cercare lamiere o cartoni con cui costruire la propria baracca. È stato raggiunto da uno dei colpi di fucile sparati da 150 metri da sconosciuti" scrive in una nota  l'Unione Sindacale di Base, "daremo una risposta la più grande possibile, a questo omicidio, cominciando dallo sciopero generale dei braccianti proclamato dall'USB per lunedì 4 giugno e dalla manifestazione nazionale già convocata a Roma il 16 giugno".
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