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MONDO

Mogherini: "Non una buona idea azioni militari comuni Ue"

Il ministro della Difesa Pinotti: "Con Parigi mai parlato di estendere in Siria la nostra missione"

La titolare della Difesa precisa la posizione italiana, che a suo avviso è stata “molto chiara fin dall'inizio, condivisa anche dai governi precedenti”. E aggiunge: "Guai a confondere i profughi con i terroristi"

Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti (EPA)
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Firenze Con la Francia “non si è mai parlato di un'estensione alla Siria della nostra missione”, che attualmente prevede “una ricognizione accurata con quattro Tornado” in Iraq. A margine del seminario del Gruppo Speciale Mediterraneo e Medio Oriente dell'Assemblea Parlamentare della Nato a Firenze, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, chiarisce la posizione dell’Italia. Una posizione, aggiunge, “molto chiara fin dall'inizio, condivisa anche dai governi precedenti”.

"Collaborazione in teatri dove l'Italia è già presente" 
Il colloquio di ieri avuto con il ministro francese Jean-Yves Le Drian, prosegue Roberta Pinotti, è avvenuto “nella consapevolezza che l'Italia è già in molte missioni, in molte anche insieme” alla Francia, come in Libano. Per questo le forme eventuali di collaborazione ulteriori “di cui stiamo ragionando sono legate ai teatri dove siamo già presenti”. Come l’Iraq, dove il contingente italiano “come stabilito nel decreto andrà a diventare di 750 militari”.

"Guai a confondere i profughi con i terroristi"
Quanto al tema dei flussi migratori, il ministro della Difesa avverte: “Guai a confondere i profughi con i terroristi, ma nello stesso tempo attenzione a tutti quelli che possono essere i possibili spazi di infiltrazione. Dobbiamo combattere i fondamentalisti, ma non confonderli con le popolazioni dove agiscono e impongono il loro terrore”.
 
L'importanza della collaborazione
Secondo Roberta Pinotti, è fondamentale la collaborazione con gli altri Paesi. “Capisco che ogni Stato sia geloso” della propria intelligence “ma su quello che è il rischio terrorismo, una cabina di regia comune sarebbe quantomeno importante – dichiara - Rispetto a un fenomeno subdolo come il terrorismo, la prevenzione con strumenti investigativi è quanto mai importante”.
 
Difesa cibernetica
La battaglia contro l’Isis non è solo sul campo con mezzi convenzionali. “Vogliamo investire più risorse in tecnologie avanzate – dichiara il ministro - Per questo ci sarà un accento particolare sulla difesa cibernetica e sulle capacità di raccogliere e analizzare le informazioni. Dobbiamo predisporre adeguate capacità di intervento e di reazione, incrementando il numero degli uomini e dei mezzi immediatamente disponibili”.

Mogherini: "Non una buona idea azioni militari comuni Ue" 
A Firenze in mattinata è anche intervenuta in videoconferenza l'Alto rappresentante per la politica estera e di difesa della Ue, Federica Mogherini . “Non credo che sia una buona idea, in questo momento, passare ad operazioni militari comuni in Siria da parte dell'Ue”, ha affermato. “Le opzioni sul futuro potrebbero cambiare - ha aggiunto - Ma al momento la richiesta è questa”. La richiesta fatta dalla Francia in base al trattato di Lisbona, ha ricordato, prevede approcci bilaterali, “l'alternativa sarebbe usare un altro articolo, che prevede operazioni comuni di sicurezza e di difesa”.
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