FOOD

Il mondo in cucina: al via il Festival Internazionale del cibo di strada a Cesena

Dal 3 al 5 ottobre il centro storico della città romagnola diventerà "capitale" del cibo di strada L'iniziativa, nata del 2000, si propone di valorizzare le specificità regionali italiane e straniere. E quest'anno, tra le novità, anche la presenza di alcuni chef stellati

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Cibo di strada. Molte volte guardato con disprezzo se paragonato alla nouvelle cuisine o ai ristoranti di gran lusso. Eppure, negli ultimi tempi sembra che tiri parecchio. È quello che sperano gli organizzatori del "Festival Internazionale del Cibo di Strada", che si terrà a Cesena dal 3 al 5 ottobre. Un'iniziativa giunta alla sua ottava edizione, nata nel 2000 con l'intento di riscoprire un tipo di cucina tradizionale, capace di valorizzare le specificità locali in armonia con ambiente e territorio. Ma soprattutto, retaggio di un sapere antico diffuso e lavorato con le mani, e spesso servito nei caratteristici chioschi o offerto da venditori ambulanti. Un incontro di uomini e culture che si è cementato in nome della cucina e che va ben oltre lo Stivale. Alle regioni italiane, patrimonio ricchissimo di tesori enogastronomici, si affiancano infatti altri Paesi come Argentina, India, Grecia, Giappone, Romania, Messico e Peru.

Il Festival, organizzato da Confesercenti Cesenate, Slow Food Cesena e Conservatoire des Cuisines Méditerranéennes, quest'anno prevede anche una serie di novità rispetto alle edizioni precedenti. Anzitutto, la partecipazione di alcuni chef stellati che si affiancheranno agli oltre 100 tradizionali. In secondo luogo, la "Street food truck area" che animerà le vie del centro storico di Cesena con alcune postazioni "su ruote". Ma il Festival sarà arricchito anche da incontri, seminari ed esposizioni, come lo spazio “Le Cucine di Strada di Tipico a Tavola” e la sezione dedicata allo “Street Coffee”, con la degustazione di vari tipi di caffè provenienti da tutto il mondo.  

A voler addentrarsi nel ricco panorama culinario previsto durante le tre giornate, c'è l'imbarazzo della scelta: dal cous cous marocchino al churrasco sudamericano, passando per il falafel del Khurdistan e l'arepa venezuelana. Per gli amanti della cucina regionale nostrana non mancheranno alcuni dei piatti più tipici, dalla salsiccia a punta di coltello pugliese alla piadina e crescioni romagnola. Una vera e propria "abbuffata" culturale che si snoderà nelle oltre venti isole gastronomiche messe a disposizione. Tanto per ricordare che, almeno il cibo, non ha barriere.
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