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CULTURA

Gli scavi

Ritrovato il più antico resto umano d'Italia, un dente da latte di 600 mila anni

"L'incisivo è attribuito a un Homo heidelbergensis sulla base delle sue caratteristiche, per le sue dimensioni e per la sua età cronologica", spiega il professore Carlo Peretto

Le attività di scavo
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di Annalisa FantilliIsernia Era un bambino di 5 o 6 anni. E ad oggi rappresenta il nostro antenato più antico. È stato scoperto un dente, un primo incisivo superiore sinistro da latte, nel sito di Isernia La Pineta. Incisivo che risale a circa 600 mila anni fa e costituisce la testimonianza più lontana nel tempo di un essere umano in Italia.

Le caratteristiche dell'antenato 
"Il dente è attribuito a un Homo heidelbergensis sulla base delle sue caratteristiche, per le sue dimensioni e per la sua età cronologica", afferma il professore dell'Università di Ferrara Carlo Peretto, che spiega: "Quest'uomo rappresenta l’antenato del Neanderthal che si diffonde successivamente in tutta Europa e che scompare in seguito alla diffusione dell’Uomo anatomicamente moderno (Homo sapiens) almeno a partire da 40.000 anni fa".

Peretto: "Più gracile e meno bombato"
Il dente mostra caratteristiche particolari che non si ritrovano negli altri reperti di questo tipo rinvenuti in Europa, ma da questi si discosta "perché più gracile e meno bombato" spiega il docente a capo degli scavi condotti in collaborazione tra Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise e l’Università di Ferrara.

Gli scavi trentennali
Il dente rinvenuto ad Isernia rappresenterebbe dunque una scoperta fondamentale in quanto permette di fare luce sulla variabilità di Homo heidelbergensis in Europa. Il ritrovamento umano a La Pineta porta inoltre un arricchimento al giacimento, in cui gli scavi iniziati alla fine degli Anni Settanta, noti soprattutto per i reperti animali e in selce, ora acquistano una dimensione più umana. 
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