Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Il-presidente-Inps-Pasquale-Tridico-Ridurre-orario-di-lavoro-a-parita-di-salario-per-ridistribuire-ricchezza-30d4ed21-44d2-4a39-a386-197b3044098f.html | rainews/live/ | true
POLITICA

L'intervento alla Sapienza

Occupazione, la ricetta del presidente dell'Inps Tridico: "Meno ore di lavoro a parità di salario"

"In Italia siamo fermi all'ultima riduzione dell'orario dal 1969, non ci sono riduzioni da 50 anni e andrebbe fatta. Gli aumenti di produttività vanno distribuiti o con salario o con un aumento del tempo libero. Con questa riduzione aumenterebbe l'occupazione", ha detto in una lezione il numero uno della previdenza italiana

Condividi
"La riduzione dell'orario di lavoro, a parità di salario, può funzionare come leva per ridistribuire ricchezza e aumentare l'occupazione". Lo ha detto Pasquale Tridico, presidente Inps, durante la lezione inaugurale dell'anno accademico 2018-2019 del Master in Economia della Sapienza, dal titolo: "Le diseguaglianze nel capitalismo finanziario'.

"In Italia siamo fermi all'ultima riduzione dell'orario dal 1969, non ci sono riduzioni da 50 anni e andrebbe fatta. Gli aumenti di produttività vanno distribuiti o con salario o con un aumento del tempo libero. Con questa riduzione aumenterebbe l'occupazione", ha aggiunto.

"Inps? Posto fantastico"
 Secondo il suo presidente, l'Inps "e' un posto veramente fantastico, dove c'e' gente che lavora dalla mattina alla sera. Instancabile e con la convinzione della propria missione sociale di vicinanza ai deboli". "Ecco l'Inps - ha proseguito- e' il posto giusto per parlare di questi temi, la sua missione e' redistribuire sia in termini generazionali sia in termini di reddito. Veniamo da un periodo, che e' quello del capitalismo finanziario, con un'involuzione culturale caratterizzato da una cultura punitiva del pubblico, fondata sul niente, su nessun argomento. Non c'e' alcunche' che dimostri che ridurre lo stato sociale, l'occupazione pubblica e l'intervento dello stato nell'economia porti maggiore crescita. All'interno di questo modello s'e' inserita una certa cultura mediatica e di policy. Dovremmo imparare un po' di piu' e capire i messaggi scientifici che vengono dall'accademia e dalla ricerca".
Condividi