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SCIENZA

Spazio

Il primo vagito di ExoMars: la sonda si sveglia e vola verso Marte

Inizio da manuale per la missione dell'Agenzia Spaziale Europea. A 12 ore di distanza dal lancio da Baikonur, il primo segnale è stato ricevuto dai centri di controllo. L'astronauta Nespoli: un passo importante anche verso l'esplorazione umana del Pianeta Rosso

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di Andrea Bettini Per salutare la partenza di ExoMars, al Centro di controllo Tsup di Mosca è arrivato anche Paolo Nespoli. Il prossimo italiano nello spazio, in missione sulla ISS nel 2017 e in addestramento nella capitale russa, non ha voluto perdersi l'inizio di uno dei più ambiziosi progetti dell'Agenzia Spaziale Europea degli ultimi anni, un'avventura per andare a caccia di vita su Marte. “Una missione importante, anche perché se vogliamo portare degli astronauti lassù dobbiamo saperne di più”, sottolinea l'astronauta.

Dritto verso il Pianeta Rosso

Il viaggio di ExoMars è partito con il piede giusto: lancio da manuale dal cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan, primo segnale arrivato a mezzanotte e 30 minuti ora di Mosca, le 22.30 in Italia. È un bip importante, quello captato dagli strumenti sulla Terra: significa che la separazione dal razzo Proton è avvenuta regolarmente e che la sonda si è svegliata e ora punta dritto verso il Pianeta Rosso.

La missione

ExoMars arriverà a destinazione a metà ottobre, dopo aver percorso 496 milioni di chilometri a una velocità media di 95mila chilometri all'ora. Una volta sul posto, analizzerà l'atmosfera e sgancerà un modulo che testerà le procedure di atterraggio. Poi, nel 2018, saranno lanciati anche un lander e un rover high-tech, capace di raccogliere campioni fino a 2 metri di profondità.

Italia in prima linea

“Si tratta di una missione in cui l'Italia ha un ruolo importante – dice Paolo Nespoli - Un ruolo a cui deve continuare ad ambire “. Nelle sue parole, c'è l'orgoglio per un progetto europeo da quasi 1,3 miliardi ma anche molto italiano, con l'Italia primo finanziatore, l'Asi capofila e molte aziende italiane che hanno contribuito, a partire da Finmeccanica attraverso il prime contractor Thales Alenia Space.

Lancio nell'anniversario di Schiaparelli

Del resto, l'Italia ha contribuito anche alla genesi del mito di Marte, a partire dalle osservazioni dell'italiano Giovanni Schiaparelli nell'Ottocento. A lui è dedicato il modulo di discesa di ExoMars, che prende il suo nome. Il caso ha voluto che la missione dell'Esa verso il Pianeta Rosso sia partita proprio nell'anniversario della nascita dell'astronomo, avvenuta il 14 marzo 1835. Una pura coincidenza, ma lui di certo avrebbe molto apprezzato.
 
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