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SALUTE

I pesci e il sonno

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Gli adulti hanno sempre avuto un preconcetto, rispetto a chi dorme: non prende pesci, perde tempo. Dire ad uno che sembra addormentato è per offendere. Viceversa, nelle favole, il sonno attirava principi baciatori o richiamava folletti alati pronti a trasportarci nell’isola-che-non-c’è.

E’ che questo abbandonarsi della mente, che non ha più controllo cosciente di sé, agli adulti fa parecchio paura, è parente della morte da cui si sa che non si torna: per un bambino invece dopo la puntura col fuso o il morso avvelenato, ci si sveglia, e si vive felici e contenti.

Quello che ci accomuna, piccoli e grandi, è il timore che si prova sulla soglia che conduce al sonno: loro cercano mostri sotto il letto, noi pensiamo all’ultimo problema che abbiamo lasciato, a quello che ci aspetta l’indomani.
I più fortunati, approfittano di quel momento per pensare a chi non c’è più, e si lasciano andare alla speranza, almeno in un sogno, di poterlo rivedere.

Chi cerca numeri da giocare, chi un’altra carezza, chi un chiarimento mai venuto: per questo è essenziale dormire bene. Cosa sarebbe la nostra vita, senza i sogni?
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