Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Il-trucco-per-difendersi-da-influenza-senza-i-vaccini-8626e2df-aa79-4dee-96ce-d41346837e06.html | rainews/live/ | true
SALUTE

Pubblicazione su Plos Pathogens

Il "trucco" per difendersi dall'influenza senza i vaccini

Un gruppo di ricercatori punta a far attivare in anticipo le difese naturali delle cellule con un metodo alternativo basato sulle proprietà di una proteina. Ancora da valutare eventuali effetti collaterali 

Condividi
Prevenire l'influenza senza il vaccino: il trucco consiste nel giocare d'anticipo e far attivare le difese naturali delle cellule prima ancora di essere attaccate dal virus. Uno studio coordinato da Jacob Yount, dell'Università di Ohio State, e pubblicato su Plos Pathogens ha dimostrato di funzionare sui topi e potrebbe diventare un giorno un'alternativa ai tradizionali vaccini.

I limiti dei vaccini
Per combattere l'influenza la migliore arma attualmente a disposizione della medicina sono i vaccini. Si tratta però di una costante corsa di “aggiornamento”: per essere efficace infatti un vaccino deve “istruire” le difese immunitarie a riconoscere il virus da attaccare, ma per difendersi il virus trova nel tempo sempre il modo di camuffarsi ed eludere le difese. Questo obbliga ogni anno a mettere a punto nuovi vaccini e ipotizzare i volti che potrebbe assumere il virus da combattere.

Un muro per difendere le cellule 
Secondo lo studio si potrebbe allora giocare d'anticipo, ossia usare dei farmaci per spingere le cellule ad attivare una sorta di muro difensivo prima ancora di essere attaccate, bloccando sul nascere qualsiasi tipo di minaccia, nota o ignota. La chiave di tutto sarebbe una proteina, detta IFITM3, che viene prodotta in grande quantità dalle cellule che vengono attaccate dai virus per resistere all'infezione. Facendo una serie di esperimenti in laboratorio su topi e cellule umane, i ricercatori hanno scoperto che IFITM3 può essere ancora più efficace se attivata in anticipo. Di fatto si crea un muro che respinge ogni tipo di attacco esterno. Il prossimo passo sarà capire se l'attivazione forzosa di questa proteina possa danneggiare le cellule, mostrando così l’effettiva fattibilità di sfruttare questa nuova strategia.
Condividi