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ITALIA

A Taranto presentato il piano industriale

Ilva, ArcelorMittal: sicurezza, salute e lavoro sono per noi pilastri

Matthieu Jehl, vice presidente e amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, ha incontrato i giornalisti nello stabilimento siderurgico per parlare del futuro dello stabilimento 

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"Non c'è una tonnellata d'acciaio da produrre che vale se non possiamo tornare a casa in piena salute. Sicurezza, salute e ambiente per noi sono dei pilastri che vanno di pari passo con le performance della produzione". Lo ha detto Matthieu Jehl, vice presidente e amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, incontrando i giornalisti nello stabilimento siderurgico di Taranto per presentare il piano industriale, il piano ambientale e la squadra dei manager.

"Come facciamo per migliorare le performance? Con la formazione e il monitoraggio di tutte le attività. - ha aggiunto Jehl - In tutti gli incidenti possiamo capire qualcosa e migliorare".   Presenti alla conferenza stampa anche Marc Vereecke (coordinatore dei piani di investimento), Cristina Moro Marcos (Manager Reguoations e Technology) e Patrizia Carrarini (Direttore Comunicazione e Responsabilità aziendale).

Gli impegni dell'azienda 
"Sulla parte industriale investiremo 2,4 miliardi di euro - ha sottolineato Jehl - ci sarà un recupero della manutenzione che non abbiamo fatto negli ultimi anni, ma anche un revamping dell'altoforno 5. Importante  è poi la creazione del centro di ricerca e sviluppo a Taranto".

Sulle produzioni l'ad ha spiegato: "Vogliamo produrre a Taranto, Genova e Novi Ligure tutti i prodotti che abbiamo sviluppato. Dobbiamo riportare la profittabilità a livello sostenibile e col nostro potenziale. L'azienda ha perso dai 20 ai 25 milioni di euro al mese negli ultimi anni. Abbiamo il dovere di cambiare e Arcelor Mittal ha il potenziale per cambiare rapidamente. E' importante che facciamo soldi anche per contribuire a tutti gli investimenti che dobbiamo fare". Infine, secondo l'ad di Arcelor Mittal Italia, "tutto non puo' funzionare se non abbiamo la fiducia della comunità. Abbiamo la reputazione di essere un buon vicino e vogliamo che questo sia anche Arcelor Mittal Italia. Con trasparenza - ha concluso Matthieu Jehl - ci rendiamo conto che l'aspetto più importante è il piano ambientale, ma, lo ripeto, questo e' il piano più ambizioso che abbiamo mai fatto".



Al Mise incontro su situazione Ilva di Genova Cornigliano
E' durato poco più di un'ora l'incontro tecnico al Mise per la verifica dell'applicazione dell'accordo di programma dell'Ilva di Genova Cornigliano. All'incontro hanno partecipato tra gli altri, oltre ai sindacati e ai funzionari di ArcelorMittal, il governatore Giovanni Toti e il prefetto di Genova Fiamma Spena. Due le questioni sul tavolo: la conferma dell'accordo di programma e quindi del rapporto diretto tra aree date in concessione e numero dioccupati e il ruolo di Società per Cornigliano nella ricollocazione degli esuberi.

"Sul primo punto - ha detto il segretario genovese della Fiom Cgil Bruno Manganaro - abbiamo ribadito che, anche se non è immediatamente attuabile il principio deve essere confermato e quindi entro la fine del piano industriale nel 2023 i lavoratori in esubero devono essereri collocati. E Mittal, seppur a denti stretti, si è detta d'accordo". Per quanto riguarda il ruolo di società per Cornigliano, l'impresa pubblica nata nel 2005 dopo la firma dell'accordo di programma, "è stato il presidente Toti a chiedere al governo garanzie economiche e giuridiche su cui nelle prossime settimane verranno fatte ipotesi e verifiche.

Il governatore si è impegnato a riconvocarci entro i primi di dicembre per formulare una proposta per la ricollocazione dei 474 lavoratori non assunti subito da Mittal".
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