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ITALIA

Nuovo approccio

Ilva. Nuovo tavolo tecnico: Regione e Comune chiedono modifica decreto del governo

Per Michele Emiliano, Taranto è una sorta di linea del Piave. Esiste un diritto-dovere di tutela della salute degli abitanti della città. Concorde il sindaco Rinaldo Melucci 
 

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di Tiziana Di Giovannandrea No intesa? No ritiro ricorso al Tar di Lecce e probabile nuova richiesta di sospensiva. Questo è quanto emerge sulla vicenda dell'Ilva dopo la riunione di un nuovo tavolo tecnico tra la Regione Puglia ed il Comune di Taranto. Finché non sarà raggiunta l'intesa che modifica il Dpcm, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sul Piano Ambientale che riguarda l'Ilva, non ci sarà il ritiro del ricorso al Tar e la richiesta di sospensiva, revocata, potrà essere ripresentata. 

Il Presidente della Regione Puglia, Emiliano, ed il sindaco di Taranto, Melucci, chiedono "un atto giuridicamente rilevante che modifichi il Dpcm che contiene il Piano ambientale Ilva nella direzione richiesta da Regione Puglia e Comune di Taranto" sulla base "della disponibilità del Mise" ad elaborare un documento in questa direzione. Ma fino alla stipula di questa intesa, il ricorso al Tar "non verrà ritirato". Inoltre la richiesta di sospensiva revocata, ha detto Emiliano, "potrà essere reiterata, se si blocca la trattativa".

Al termine della riunione tecnica sull'Ilva che c'è stata nella sede della Presidenza regionale presente il sindaco di Taranto, il Governatore della Puglia ha precisato: "Ci auguriamo che la nostra richiesta di essere ricevuti dal Presidente del Consiglio Gentiloni, che con grande garbo e cambiando finalmente lo stile istituzionale di questa vicenda ha chiesto di aderire al suo appello di riapertura della discussione, venga accolta. Siamo pronti a consegnare le ipotesi su cui intendiamo lavorare e chiediamo al Presidente del Consiglio di dare personalmente gli indirizzi di lavoro ai vari uffici tecnici perché la sua terziatà è l'unica garanzia della buona prosecuzione del lavoro. A noi interessa trovare una soluzione".

"Per la Regione Puglia, oggi Taranto è una sorta di linea del Piave. Noi non possiamo fare un passo indietro rispetto al nostro diritto/dovere di tutelare la salute dei tarantini", ha proseguito Emiliano. "Siamo consapevoli che esiste il modo per far funzionare un'acciaieria in modo tale che non uccida la gente e stiamo perseguendo con grande disponibilità e spirito di approccio scientifico alla decisione politica, ogni strada percorribile per mettere insieme la salute dei cittadini e le esigenze economiche e strategiche del Paese".

ll sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha evidenziato: "Credo sia una fase storica per il nostro territorio perché per decenni quello stabilimento è stato oltre ogni regola, oltre ogni morale, oltre ogni relazione con il territorio. Stiamo tentando, anche attraverso quel ricorso, di ripristinare una banalissima normalità nelle relazioni, nel monitoraggio di ciò che accade, nella partecipazione anche della comunità al proprio outlook perché bisogna anche chiedersi cosa la città si aspetta per il proprio modello di sviluppo" ricordando che Taranto è "una città che conta 200 mila abitanti. Dall'ultimo aggiornamento del registro tumori ci sono 20 mila casi nell'ultimo periodo analizzato, stiamo parlando del 10% della popolazione, sono proporzioni inaudite e inaccettabili in qualunque luogo civile d'Europa. E' evidente che dobbiamo sforzarci di coniugare le ragioni della salute con quelle del lavoro", ha chiosato Melucci.
 
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