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ECONOMIA

9 novembre incontro al Mise

Ilva, i lavoratori di Genova occupano lo stabilimento

La protesta andrà avanti almeno fino a mercoledì in attesa dell'esito dell'incontro tra istituzioni e ministro Calenda al Mise

Foto archivio
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L'assemblea dei lavoratori dell'Ilva convocata questa mattina dall'rsu ha deciso l'occupazione della fabbrica in attesa che il Governo convochi i sindacati sull'accordo di programma su Genova rispetto al quale al momento sono state solo convocate le istituzioni genovesi per mercoledì pomeriggio. Lavoratori in corteo per le vie del ponente e davanti allo stabilimento Ilva di Cornigliano una tenda rossa: "invitiamo tutti, cittadini e istituzioni a venirci a trovare per difendere Genova e l'accordo di programma" ha detto il segretario della Fiom Bruno Manganaro. La protesta andrà avanti almeno fino a mercoledì in attesa dell'esito dell'incontro tra istituzioni e ministro Calenda al Mise.

9 novembre tavolo al Mise
E' fissato per il 9 al Mise il nuovo incontro tra sindacati metalmeccanici, Am Investco, la società che si è aggiudicata l'Ilva dopo una gara, e il Governo. Se l'incontro del 31 ottobre è servito a riannodare il filo di un negoziato  che si era spezzato ai primi di ottobre, quello del 9 avrà invece un focus specifico: il piano industriale. Il 14 novembre, poi, ci sarà un altro focus tematico: il piano ambientale. Le  risposte sui due piani sono molto attese dai sindacati. Per i due piani, l'investitore mette sul piatto 2,4 miliardi di euro che si aggiungono al miliardo e 800 milioni che Am Investco (Arcelor Mittal e Marcegaglia) pagherà per l'acquisizione formale dell'azienda dopo la sottoscrizione a giugno del relativo contratto.   Il piano industriale, con gli investimenti e la capacità produttiva, serve anche a capire quale sarà il bisogno di manodopera della nuova società. Am Investco ha parlato di 10mila assunti su 14200 totali, con lo stesso contratto che hanno attualmente, ma i sindacati, e anche il Governo, puntano a ritoccare verso l'alto questo numero in modo da ridurre gli esuberi, che comunque rimarranno in carico all'amministrazione straordinaria e non perderanno il posto. 

L'indotto
Anche l'indotto Ilva, oltre 7mila addetti per circa 340 imprese, preme per avere da Am Investco e Governo garanzie occupazionali. I sindacati del personale dell'indotto in una lettera al ministro Carlo Calenda e al vice Bellanova dichiarano di condividere "la decisione di congelare la procedura tecnica e che il proseguo della trattativa di fatto parli di metodo frazionando la discussione  anche per macro aree produttive, ambientali e piano industriale". I sindacati dell'indotto, però, "stigmatizzano il comportamento dell'azienda Am Investco che continua a ridurre i lavoratori dell'indotto Ilva a lavoratori non degni di essere rappresentati, tantomeno di essere tutelati". Pertanto i sindacati chiedono al ministro, a nome dei 7.603 dell'indotto Ilva, "di convocare un confronto con l'azienda Am Investco e le rispettive sigle sindacali di federazione  e confederali per la verifica del piano industriale atto a garantire nessuna perdita di lavoro anche nel mondo degli appalti".  E anche su questo punto e' intervenuto il vice ministro Bellanova dichiarando "non possiamo stabilire per decreto che Am Investco utilizzi le imprese e gli addetti che lavorano oggi, ma chiederemo e insisteremo che questo avvenga".    

 
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