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ECONOMIA

Il vertice

Ilva: al Mise siglato l'accordo tra sindacati e ArcelorMittal, subito 10.700 assunzioni

Entro il 13 settembre l'esito del referendum tra i lavoratori sull'intesa. Revocato lo sciopero dell'11. ArcelorMittal: azienda più forte e più pulita

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Raggiunto e siglato al ministero dello Sviluppo economico l'accordo sull'Ilva da sindacati, azienda e commissari, alla presenza del vicepremier e ministro Luigi Di Maio. I sindacati sottoporranno il testo al referendum tra i lavoratori: l'esito si avrà entro il 13 settembre. Dopo seguirà la firma ufficiale. 

Dopo una lunghissima trattativa la cordata AmInvestco ha accettato di assumere nella nuova Ilva, da subito, 10.700 lavoratori. Dal testo inoltre sembra uscito il riferimento proposto dall'azienda ieri sera di intese con il sindacato sul contenimento dei costi anche attraverso riduzioni dell'orario di lavoro. "Accordo migliore possibile nelle peggiori condizioni possibili", ha commentato Di Maio. "Ora l'obiettivo - ha aggiunto -  è rilanciare la città di Taranto. Ci metteremo al lavoro per fare una legge speciale" e anche prevedendo risorse specifiche nella prossima legge di bilancio. Presto ci sarò, ci andrò, c'ho messo la faccia".

L'azienda alza il numero degli assunti
Salgono a 10.700 i lavoratori da assumere subito: è questa la proposta migliorativa contenuta nel testo aggiornato presentato da ArcelorMittal ai sindacati, che accolgono la loro richiesta.

Di Maio: lavoratori assunti con articolo 18
"Da quello che si è ottenuto al tavolo stanotte, già possiamo dire che non ci sarà il Jobs Act nell'azienda, che i lavoratori saranno assunti con l'articolo 18, che ci saranno 10.700 assunzioni come base di partenza e che non ci saranno esuberi: tutti riceveranno una proposta di lavoro da Mittal".

ArcelorMittal: ora azienda più forte e pulita
"Oggi è l'inizio di un lungo percorso per fare dell'Ilva una impresa più forte e più pulita". Così l'amministratore delegato di ArcelorMittal, Matthieu Jehl, uscendo dal Mise dopo l'accordo sull'Ilva, ringraziando governo, sindacati e commissari. 

Landini: revocato sciopero 11 settembre
Dopo l'accordo sull'Ilva siglato al ministero dello Sviluppo economico, I sindacati hanno revocato lo sciopero che era stato proclamato per martedì 11 settembre dalle sigle dei metalmeccanici Fim Fiom Uilm e dal'Usb. Lo ha detto il segretario confederale della Cgil, Maurizio Landini, uscendo dal Mise e riferendo che è già partita la circolare alle strutture per la revoca dello sciopero.

Fiom: "Era quello che avevamo chiesto"
Sull'Ilva "l'accordo è fatto e per noi per essere valido deve essere approvato dai lavoratori con il referendum". Così la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David. "Gli assunti sono tutti, si parte da 10.700 che è molto vicino al numero di lavoratori che oggi sono dentro e c'è l'impegno di assumere tutti gli altri fino al 2023 senza nessuna penalizzazione su salario e diritti, era quello che avevamo chiesto", sull'esito delle assemblee dei lavoratori "siamo fiduciosi", ha aggiunto. 

Uilm: "Importante è che non ci siano esuberi"
"L'elemento importante è che non ci sono esuberi". Cosi' il segretario generale della Uilm Rocco Palombella spiega il risultato ottenuto nella notte, durante la trattativa con ArcelorMittal sull'Ilva. "Noi - spiega Palombella - sostenevamo che bisognasse aumentare il numero degli assunti da subito e siamo riusciti ad ottenere un numero importante: 10.700 lavoratori compresi i 285 delle affiliate. ora manca guardare i testi e correggerli". Il piano, ha spiegato ancora il leader Uilm, prevedera' il completo assorbimento di tutti i lavoratori a partire dalla fine del Piano ambientale e in concomitanza con la cessazione dell'Ilva in liquidazione; a partire dal 2023, quindi, ci sara' il riassorbimento dei lavoratori che non hanno avuto accesso agli ammortizzatori. Non ci sara' riduzione dei salari", ha inoltre detto Palombella. Ieri infatti nella bozza circolata si prevedevano degli accordi per mantenere invariato il costo del lavoro con diminuzione dell'orario di lavoro. "I salari saranno mantenuti cosi' come i diritti acquisiti", ha concluso. 

Conte: annullare gara non è semplice, Di Maio ha fatto lavoro egregio
"Di Maio ha fatto un lavoro veramente egregio, è stato molto sapiente il percorso che abbiamo costruito, abbiamo acquisito il parere dell'Anac e dell'Avvocatura dello Stato, sono emerse irregolarità evidenti, ma l'annullamento della gara non è così semplice. Non basta un vizio formale occorre dimostrare che attraverso quell'annullamento si realizza meglio l'interesse pubblico. I dati che sono stati" resi noti "sono di assoluta eccellenza". Lo afferma il premier Giuseppe Conte da Ischia.

Calenda: Di Maio ha saputo cambiare idea e imboccare strada giusta


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