MONDO

In Lussemburgo vertice dei ministri degli Esteri

Emergenza profughi, Cameron: "Pronti ad accogliere migliaia di profughi siriani"

Lo afferma il primo vicepresidente della Commissione Ue, Franz Timmermans, dall'isola greca di Kos. In Lussemburgo vertice dei ministri degli Esteri, Ue verso sanzioni a chi non ricolloca. Cameron intanto annuncia: il Regno Unito accoglierà migliaia profughi in più. Hollande-Merkel: "Quote permanenti e obbligatorie". Putin: "La crisi colpa dell'Occidente, ora serve una coalizione internazionale"  

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Il premier britannico, David Cameron, ha annunciato che il suo Paese fornirà una sistemazione "a migliaia di altri profughi" dalla Siria. Parlando a Madrid dopo l'incontro con il collega spagnolo, Marioano Rajoy, il titolare di Downing Street ha confermato l'apertura che era già trapelata sui media d'Oltremanica dopo le crescenti pressioni sulla spinta emotiva della foto del bimbo siriano annegato davanti alle coste della Turchia. "Date le dimensioni della crisi e della sofferenza delle persone, posso annunciare che faremo di piu' per dare sistemazione ad altre migliaia di rifugiati siriani", ha detto Cameron, ricordando peraltro i 5.000 profughi siriani già accolti.

Il premier conservatore ha spiegato che Londra "agirà con la testa ma anche con il cuore assistendo chi ha bisogno senza smetere di lavorare a soluzioni di lungo periodo". I rifugiati arriveranno dai campi gestiti dall'Unhcr nei Paesi confinanti con la Siria e non da Calais o da altre zone vicine alla Gran Bretagna. "Porteremo avanti la nostra linea di andarli a cercare nei campi profughi", ha spiegato Cameron,
"offrendogli una via piu' diretta e piu' sicura verso il Regno Unito ed evitandogli di affrontare un viaggio pericoloso che ha fatto tanti morti".

Timmermans: "O asilo o rimpatrio"
"Qui, a Kos, è il punto in cui inizia l'Europa, a un passo dalla guerra. Siamo di fronte a un problema europeo. Per l'Europa è arrivato il momento della verità: o vinciamo tutti assieme o perderemo, ognuno per conto suo". Lo afferma il primo vicepresidente della Commissione Ue, Franz Timmermans, dall'isola greca di Kos.  "L'Europa non può sopravvivere" aprendo indiscriminatamente le porte a tutti, così come non potrà farlo "se non darà rifugio a chi ne ha diritto", ha proseguito Timmermans ribadendo che chi non ha diritto ad asilo deve essere "identificato e rimpatriato". Altrimenti l'Europa finirà "in mano ai movimenti xenofobi ed estremisti".

Vertice ministri Esteri in Lussemburgo  
L'emergenza immigrati, che sarebbe più appropriato chiamare emergenza rifugiati, è proprio al centro dell'incontro informale dei ministri degli Esteri dell'Ue che si svolge a Lussemburgo. Sul tavolo, i ministri degli Esteri avranno il "non paper" con cui i colleghi di Francia, Italia e Germania hanno sollecitato dall'Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dell'Ue, Federica Mogherini (che presiede il Consiglio Esteri), iniziative per una politica dell'asilo più "efficace" e più integrata a livello europeo e per una politica esterna comune, al fine di rispondere alla "sfida senza precedenti" creata dai flussi migratori in atto verso l'Europa.

Ieri sono intervenuti direttamente gli stessi leader di Francia e Germania, il presidente François Hollande e la cancelliera Angela Merkel, dopo un colloquio telefonico. Merkel ha sottolineato che "coloro che hanno bisogno di protezione devono riceverla", ma che "occorre un sistema vincolante di quote (di redistribuzione dei rifugiati, ndr) all'interno dell'Unione europea, secondo un sistema di solidarietà". 

Orban: "Colpa della Germania" e attacca le quote
Dall'Ungheria continuano le accuse dirette alla Germania. Secondo il premier Viktor Orban, "i leader europei hanno dimostrato chiaramente di non avere la capacità di gestire la situazione". La crisi dei profughi, ha affermato, non è "un problema europeo ma tedesco", perché "è lì che tutti i migranti vogliono andare". Attacca la proposta europea di redistribuire i profughi con un sistema di quote che è come "un biglietto di invito" per i migranti, "arriveranno in milioni". La difesa delle frontiere diventa "una questione morale" e minaccia di costruire altre barriere. Questa volta la cancelliera non ha fatto mancare la sua risposta: "Facciamo ciò che è moralmente e giuridicamente dovuto. Né di più, né di meno".

Renzi: "Sui migranti serve sforzo Ue"
Sui migranti "non è il tempo della demagogia. Questo non significa che è il tempo dell'iperbuonismo, ma della serietà e della politica". Queste le parole pronunciate dal premier Matteo Renzi a Firenze, in conferenza stampa con il premier maltese Joseph Muscat. Renzi sollecita ancora una volta una "risposta ampia, globale e complessiva" da parte di tutta l'Europa. 

La foto simbolo
La foto simbolo dell'emergenza rifugiati ritrae un bambino siriano morto annegato nel tentativo di raggiungere l’Europa. L'imagine del suo corpicino, riverso con la faccia metà in acqua, metà nella sabbia sulla battigia di una spiaggia accanto a un resort turistico di Bodrum, nel sud della Turchia, ha fatto il giro del mondo. Era nato a Kobane, nord della Siria ed era in fuga dalla guerra, dalle macerie, dalla paura e dalla morte. La zia, dal Canada, aveva chiesto per lui un visto, però rifiutato.  
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