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POLITICA

Governo

In Senato il voto sulla Tav. Mozione 5stelle contro l'opera, Lega a favore

Tav: governo diviso, esprime pareri opposti in Aula

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E' iniziata nell'Aula del Senato alla discussione sulle sei mozioni sulla Tav. L'ordine dei lavori prevede che si proceda alle illustrazioni di ciascuna mozione, per poi proseguire con le dichiarazioni di voto e infine con le votazioni che dovrebbero arrivare intorno all'ora di pranzo.

Governo diviso
In aula il viceministro all'Economia Massimo Garavaglia e il sottosegretario ai rapporti con il Parlamento Vincenzo Santangelo esprimono orientamenti diversi sulle mozioni Tav.  Per Garavaglia, intervenuto a titolo personale, "la posizione della Lega è nota da tempo: invitiamo a votare a favore della Tav e contro chi blocca il Paese", dice in aula.     

Santangelo, chiamato ad esprimere i pareri del governo sulle mozioni, si rimette all'aula. "Ci rimettiamo alla decisione dell'Aula", dice nell'emiciclo del Senato.

Pd taglia la sua mozione per garantire voto in Aula 
Solo tre righe: il Pd taglia la sua mozione a favore della Tav. "Il Senato impegna il Governo - si legge - ad adottare tutte le iniziative necessarie per consentire la rapida realizzazione della nuova linea ferroviaria Tav Torino-Lione". Una scelta, quella di asciugare il testo,compiuta con l'obiettivo - viene spiegato - di assicurare che il testo sia messo in votazione in Aula e non votato per parti separate.

Romeo (Lega), votiamo sì alla mozione del Pd 
La modifica del Pd alla sua mozione sulla Tav? "Sono due righe, la votiamo certamente, votiamo si'". Lo dice Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato. 

"La mozione M5s impegna il parlamento e non il governo, ma la questione politica resta. Se fate parte del governo dovete essere a favore della Tav". Lo ha detto il senatore Massimiliano Romeo della Lega durante le dichiarazioni di voto sulla Tav.

"Il governo può cadere anche prima di settembre", ha detto ieri il leader della Lega esprimendo il suo dissenso per la manovra pensata da Tria e altre scelte degli alleati. Ma in serata Palazzo Chigi frena: il voto di oggi "non prefigura in alcun modo un sindacato sull'operato del governo né tanto meno sull'operato del presidente del Consiglio". E un sì o un no alla mozione - rimarcano fonti vicine al premier Conte - di fatto non cambierà le scelte già fatte a meno di non avviare una procedura in questo senso. Il governo, tuttavia, resta in bilico.



 
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