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ECONOMIA

Jobvite Recruiter Nation Survey 2015

In cerca di occupazione? Attenti ai social: gli errori che fanno scappare i datori di lavoro

Il 92% dei reclutatori statunitensi controlla i profili sui social media dei candidati. I consigli? Mostratevi impegnati, evitate i riferimenti all'alcool e fate attenzione ai selfie...

La homepage di Linkedin
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di Andrea Bettini Una lettera di presentazione ben curata? Serve sempre meno. Per trovare un posto di lavoro diventa strategica la cura dei propri profili sui social network. La valutazione dei candidati passa sempre più per l’analisi di come si presentano sulla Rete e bastano pochi dettagli per fare la differenza fra un’assunzione e un’occasione gettata al vento.
 
Linkedin al primo posto, poi Facebook e Twitter
È quanto emerge dal “Recruiter Nation Survey” curato negli Stati Uniti da Jobvite. Secondo la ricerca, il 92% dei reclutatori usa i social media nel processo di valutazione dei candidati. Tra questi, l’87% controlla il loro profilo Linkedin, il 55% la loro pagina Facebook e il 47% il loro account Twitter.

Oltre il curriculum
Chi cerca un dipendente si fida solo fino a un certo punto di un curriculum ricevuto per email. Con pochi minuti di ricerca su internet si possono infatti scoprire molti altri aspetti della personalità dei candidati. Diventa quindi fondamentale fare attenzione a ciò che si pubblica, anche se non si sta cercando lavoro nell’immediato: un post innocuo oggi potrebbe trasformarsi in un boomerang fra qualche anno.
 
Impegnati, equilibrati e senza refusi
Se il buonsenso deve essere il punto di partenza ogni volta che si pubblica qualcosa su sé stessi, l’analisi di Jobvite permette di fornire alcuni consigli. Il 76% dei reclutatori valuta ad esempio positivamente chi pubblica contenuti che evidenzino il suo impegno come volontario, nel lavoro o in ambito sociale. Commentare o comunque essere coinvolti in modo equilibrato sugli eventi di attualità è visto in modo positivo dal 47% e in modo neutrale dal 52%. Dare la caccia ai refusi è infine essenziale: il 72% dei reclutatori valuta negativamente chi fa errori grammaticali o di ortografia.


Pericolo alcool, droghe e selfie 
Ci sono anche cose da non fare. Per prima cosa, evitate ogni riferimento al consumo di alcool o di droghe: il 54% dei reclutatori penalizza chi beve e il 75% sta alla larga da chi fa uso di marijuana. In secondo luogo, fate attenzione a non esagerare con i selfie: non piacciono al 25% di chi valuta i candidati. Infine, se cercate un lavoro nel settore della comunicazione o del marketing, non cancellate i vostri profili: il 33% dei reclutatori considera negativamente una limitata presenza sui social media.
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