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MONDO

Un Paese spaccato in due sul tema del possesso di armi

In un anno negli Stati uniti 45 sparatorie a scuola

Le armi uccidono più persone negli Stati Uniti in sei ore di quanto abbiano fatto i terroristi con i loro attacchi nell'intero 2014. E gli statunitensi detengono il 42% delle armi in mano ai civili di tutto il mondo. Il 2015 potrebbe essere un anno record: finora, ci sono stati 39.449 episodi con armi da fuoco, secondo il Gun Violence Archive: 9.940 morti, tra cui 550 bambini e 1.962 teenager. A scuola sono state 45 le stragi nel 2015, incluso il massacro nell'Oregon del 1° ottobre.

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di Mariaceleste de Martino

Dopo la strage avvenuta nella scuola elementare Sandy Hook, del 14 dicembre 2012, i genitori delle vittime hanno creato un sito web e con uno spot video lanciano la loro campagna per le regole sulla detenzioni di armi. Secondo questa organizzazione delle famiglie è proprio la diffusione di armi a castituire il primo fattore di rischio per i ragazzi.



Almeno 142 gli episodi di sangue legati all'uso delle armi avvenuti in una scuola. La lista delle stragi del 2015, fino a quella più recente (l'augurio è che sia l'ultima), in Oregon, comincia da una strage avvenuta il 15 gennaio in un Liceo Luterano del Wisconsin, dopo una lite scoppiata durante un incontro di pallacanestro. Il padre di uno studente sparò a un 15enne nel parcheggio della scuola. Il ragazzo non morì. Il giorno dopo, due persone sono rimaste ferite alla Vanguard High School in Florida. Cinque giorni dopo, un uomo fu ferito a una natica mentre passava davanti alla Williamson High school, in Alabama, dove un gruppo di studenti stavano litigando.

Spari in aria, minacce con in pugno un'arma, ferimenti per "sbaglio". Per un motivo o per un altro, in molte scuole americane entrano le armi. Dalla Carolina del Nord al Minnesota, che sia un attacco o un suicidio. Dal Maryland alla Georgia, dall'Arkansas alla California, dalla Florida al Massachusetts, dalla Pennsylvania al Tennessee, da Washington al Texas, dal Nevada a Washington, dall'Ohio alla Georgia, dall'Arizona al Michigan, da Nord a Sud, Da Est e Ovest, killer adulti, teenager e anche bambini: ha fatto scalpore il bambino di 8 anni della terza elementare che il 25 agosto scorso è andato a scuola con una pistola trovata nella sua casa: pensava fosse un giocattolo e ferì un suo compagno. Accadde alla Hornsby elementary school di Augusta, Georgia. E a Las Vegas, ad aprile, è stato arrestato un 11enne dopo aver sparato in classe alla Ruthe Deskin Elementary School di Las Vegas.

Ricordando le tre stragi più gravi
Sandy Hook è un tranquillo borgo della città di Newtown in Connecticut. Adam Lanza, di 20 anni, affetto dalla sindrome di Asperger (in poche parole: un "disturbo pervasivo dello sviluppo, imparentato con l'autismo") sparò all'interno della scuola elementare, uccidendo 27 persone, tra cui 20 bambini tra i 6 e i 7 anni. Il killer si suicidò prima dell'arrivo della polizia. Il ragazzo aveva precedentemente ucciso la madre mentre si trovava a casa e poi si era recato in auto alla scuola per mettere in atto il massacro utilizzando armi che erano regolarmente in possesso della madre. Si tratta della seconda sparatoria in ordine di vittime avvenuta in una scuola degli Stati Uniti d'America dopo il massacro al Virginia Polytechnic Institute.

Virginia Tech
Blacksburg è una tranquilla cittadina nella Contea di Montgomery nel sud-ovest della Virginia, nella New River Valley nei monti Appalachi. Dal 1872 è sede di un'importante Università pubblica: il Virginia Polytechnic Institute and State University, meglio nota come Virginia Tech. Era il 16 aprile 2007. Qui avviene il secondo più grave massacro scolastico nella storia degli Usa, dopo l'ormai storico disastro della Bath School nel 1927. Al Virginia Tech morirono 33 persone (incluso l'omicida), mentre altre 29 sono rimaste ferite. Autore del massacro lo studente sudcoreano, 23enne, Cho Seung-hui, morto suicida dopo aver compiuto la strage.

Columbine
Il più grave, in cima alla lista, è il massacro all Columbine High School, vicino a Denver (Colorado). Era il 20 aprile 1999 quando due studenti della Columbine High School, Eric Harris e Dylan Klebold, entrarono sparando e uccidendo 12 compagni di scuola e un insegnante, 24 i feriti. I due autori della strage morirono suicidi mentre erano asserragliati all’interno della biblioteca della scuola, dove venne uccisa la maggior parte delle vittime.

Bath Township, tranquilla cittadina nel Michigan. Il 18 maggio 1927 scoppiano tre bombe. Muoiono 45 persone, 58 i feriti. La maggior parte delle vittime: bambini. Autore della strage: Andrew P. Kehoe, impegnato nelle attività scolastiche, indignato per una tassa imposta per le spese di costruzione dell'edificio scolastico. Prima della strage, l'uomo uccide sua moglie.

Una strage al giorno negli Usa
Dalla rielezione alla Casa Bianca di Barack Obama ci sono state 994 "sparatorie di massa" negli Stati Uniti, secondo i dati di Shootingtracker.com (praticamente una al giorno) che considera "sparatoria di massa" ogni evento in cui ci siano almeno quattro persone ferite o uccise con armi da fuoco. Per l'Fbi, che a "sparatoria di massa" preferisce "omicidio di massa", nel conteggio rientrano solo gli episodi con almeno quattro morti: in questo modo, l'agenzia federale ha contato 45 atti di questo tipo nel 2015 e 142 dalla sparatoria alla Sandy Hook. 

Un cowboy non è un cowboy se è disarmato
Sul tema delle armi l'america è veramente un Paese spaccato in due. Nonostante i sanguinosi fatti di cronaca, tuttora, la maggioranza degli americani è convinta che il diritto costituzionale a portare armi non debba essere messo in discussione. 
"Il controllo sulle armi è un'offesa ai diritti costituzionali dei miei cittadini", scrisse John Hanlin, sceriffo della Douglas County in Oregon, in una lettera al vice presidente Joe Biden nel 2013 dopo la strage di Newtown. All'indomani della strage al community college di Roseburg, Hanlin non cambia idea e afferma in un'intervista alla Cnn che il controllo sulle armi non è la soluzione. Hanlin, che condanna fortemente la strage in Oregon, non è l'unico nella contea di Douglas a essere contrario a un controllo sulle armi. "Porto armi per proteggermi - ha detto un residente ex marine che ha sempre con sé una pistola automatica - per lo stesso motivo per ciò che è accaduto" (riferendosi alla sparatoria al college). "Tutti i miei amici sono d'accordo con me", ha aggiunto.

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