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ITALIA

Migranti saranno trasferiti

Ancora un incendio nella baraccopoli di San Ferdinando, muore un 29enne senegalese

E' la terza vittima in un anno, tensione tra migranti. Viminale: nelle prossime ore al via i primi ricollocamenti

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Un incendio è divampato la notte scorsa nella baraccopoli di San Ferdinando ed ha provocato una vittima. Le fiamme sono state spente dai vigili del fuoco che hanno allestito una postazione fissa sul posto. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri.

Si chiamava Moussa Ba, di 29 anni, del Senegal, il migrante rimasto ucciso nell'incendio.

L'identificazione è avvenuta in mattinata dopo che nel corso della notte, gli stessi migranti avevano indicato come vittima un'altra persona poi rintracciata.

L'uomo viveva in una piccola roulotte all'interno del campo. Le fiamme sono divampate in una baracca ad una quindicina dimetri da dove si trovava, ma si sono rapidamente propagate a causa del materiale usato per costruire le baracche, legno, plastica e cartoni. Ba è stato colto nel sonno e non ha avuto scampo. 

Nel rogo sono state distrutte una ventina di baracche.

Fuoco per riscaldarsi probabile causa
Potrebbe esserci uno dei tanti fuochi accesi dai migranti per riscaldarsi all'origine dell'incendio. È questa l'ipotesi emersa dai primi accertamenti compiuti dagli investigatori di polizia e carabinieri giunti sul posto. Una scintilla avrebbe provocato le fiamme che poi si sono rapidamente propagate tra le baracche fatte di materiale infiammabile come legno e plastica. 

Migranti saranno trasferiti
Un piano per trasferire, nel breve periodo e previe le necessarie verifiche di legge, i migranti che vivono nella baraccopoli di San Ferdinando è stato approntato nel corso della riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari. Questo nelle more dell'attuazione di forme di accoglienza diffusa per le quali la Regione ha manifestato disponibilità a contribuire con strumenti che incentivino le locazioni. 

Salvini, sgombereremo la baraccopoli di San Ferdinando
"Sgombereremo la baraccopoli di San Ferdinando. L'avevamo promesso e lo faremo, illegalità e degrado provocano tragedie come quella di poche ore fa (un incendio con una vittima). Per gli extracomunitari di San Ferdinando con protezione internazionale, avevamo messo a disposizione 133 posti nei progetti Sprar. Hanno aderito solo in otto (otto!), tutti del Mali. E anche gli altri immigrati, che pure potevano accedere ai Cara o ai Cas, hanno preferito rimanere nella baraccopoli. Basta abusi e illegalità". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Fonti del Viminale confermano l'intenzione di "eliminare l'insediamento abusivo, per evitare il ripetersi di simili tragedie e combattere degrado e illegalita'". "Dalle prossime ore - continuano le stesse fonti - partirà il piano, già messo a punto nelle ultime settimane: il primo passo prevede lo spostamento di 40 immigrati regolari in strutture d'accoglienza regionali". Già in passato erano stati messi a disposizione 133 posti in progetti Sprar, ma solo 8 immigrati avevano accettato la soluzione.

Tensione tra migranti, corteo nel pomeriggio
Dopo latensione della mattina, sembra essersi tranquillizzata la situazione. I migranti si sono divisi in due fazioni. C'era chi voleva dare vita ad una qualche forma di protesta e chi invitava alla calma. Alcuni hanno anche bloccato con delle vecchie reti bruciate, la strada di accesso alla baraccopoli. Blocchi rimossi da altri gruppi di migranti. Alla fine è prevalsa la calma. Nel pomeriggio, intanto, si svolgerà una fiaccolata promossa dalla Cgil. Il corteo partirà dalla baraccopoli per raggiungere la sede del municipio di San Ferdinando.

Terza vittima in un anno
Con l'uomo morto la notte scorsa, salgono a tre le vittime di incendi nella baraccopoli di San Ferdinando registrate in un anno. Il 27 gennaio 2018 perse la vita una 26enne nigeriana, Becky Moses. In quel caso l'incendio fu doloso. Pochi mesi dopo la polizia ha fermato una donna ritenuta la mandante del rogo, fatto appiccare per gelosia. Il 2 dicembre 2018, morì Surawa Jaith, del Gambia, che avrebbe compiuto 18 anni pochi giorni dopo.   

In precedenza, nella baraccopoli dove nel periodo invernale vivono anche migliaia di migranti impegnati nei lavori di raccolta degli agrumi nei campi della piana di Gioia Tauro, si erano verificati altri incendi che non avevano causate vittime solo per puro caso. 
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