ITALIA

L'inchiesta in Basilicata

Inchiesta petrolio, Renzi: "Guidi? Nessun illecito". Indagato Capo Stato Maggiore Marina De Giorgi

Si allarga l'inchiesta su petrolio e rifiuti in Basilicata.   Forza Italia pronta a sottoscrivere una mozione di sfiducia. Maria Elena Boschi ribatte: "L'emendamento lo rifirmerei domattina"

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Si allarga l'inchiesta sul petrolio in Val d'Agri che l'altro ieri ha portato alle dimissioni del ministro allo Sviluppo economico, Federica Guidi. Tra gli indagati c'è anche Giuseppe De Giorgi, Capo di Stato maggiore della Marina.

"A settembre scorso e' stato notificato un avviso di proroga delle indagini al capo di stato maggiore della Marina, indagato insieme al compagno dell'ex ministro Guidi per associazione a delinquere finalizzata al traffico di influenze per una storia riguardante l'Autorita' portuale di Augusta", scrive Repubblica.  

 Il quotidiano ricorda come De Giorgi, in scadenza di mandato, sia tra l'altro "l'ideatore di Mare nostrum" e il suo nome "sia circolato negli ultimi mesi per una candidatura al vertice della Protezione civile".    Parlando di accuse che vanno "dall'associazione a delinquere all'abuso d'ufficio", Repubblica aggiunge che nel registro degli indagati dell'inchiesta di Potenza sull'impianto di Tempa Rossa e' stato iscritto anche un dirigente della Ragioneria della Stato, Valter Pastena. 

Tra lunedì e martedì si svolgeranno gli interrogatori di garanzia delle sei persone arrestate. Si tratta dell'ex sindaco di Corleto Perticara, Rosaria Vicino del PD, e di 5 funzionari dell'Eni. Intanto l'opposizione non si accontenta delle dimissioni del ministro Guidi, attacca la Boschi e lo stesso Renzi. Il M5S annuncia una mozione di sfiducia contro tutto il governo.   

Renzi: Guidi non ha commesso alcun illecito
"Abbiamo sempre detto che di fronte agli italiani siamo un governo diverso dal passato. Guidi non ha commesso alcun tipo di reato o di illecito, ma si e' trattato di una telefonata che ha giudicato lei stessa inopportuna. Con grande serieta' e' stata la prima a dire lascio, significa che in Italia le cose cambiano". Cosi' il premier Matteo Renzi parlando con i giornalisti all'ambasciata a Washington. "Nel ringraziarla per il lavoro fatto - ha aggiunto - dobbiamo sottolineare che con noi le cose cambiano, chi sbaglia va a casa". Per il premier, comunque, "il provvedimento 'Tempa Rossa' e' giusto, porta posti di lavoro, una cosa che avevo annunciato io stesso. E' una cosa sacrosanta, io lavoro perche' si creino posti di lavoro. Poi il fatto che ci sia stata una telefonata inopportuna riguarda il ministro, ma ora con il nostro governo la musica e' cambiata e credo che le cose funzionino meglio". La firma dell'emendamento da parte del ministro Boschi, ha concluso, "è un atto dovuto".

Boschi: "L'emendamento lo rifirmerei domattina"
"Il ministro per i rapporti con il Parlamento, cioè io, da regolamento deve autorizzare tutti gli emendamenti del governo. Tempa Rossa è un progetto strategico per il paese che prevede molti occupati nel Mezzogiorno e lo rifirmerei domattina", commenta a Bologna il ministro Maria Elena Boschi, in merito all'emendamento inserito nella legge di stabilità e oggetto dell'inchiesta che ha portato alle dimissioni del ministro Guidi.

La lettera dell'ex Ministro al Corriere: "Non ho rivelato alcun segreto"
In una lettera pubblicata questa mattina sul Corriere della sera il ministro dimissionario Federica Guidi  si difende negando di aver aiutato l'uomo che - scrive - a tutti gli effetti considero mio marito. 'In quella telefonata - afferma Gudi - davo una notizia nota, nessuno ha rivelato segreti di Stato". Nel merito l'ex responsabile del ministero delle attività produttive rivendica l'importanza del provvedimento  definito 'un progetto strategico per il paese'.

Bufera politica
Le dimissioni della ministra Federica Guidi "per ragioni di opportunità politica" scuotono il governo. Il passo indietro della titolare del ministero dello Sviluppo Economico non basta alle opposizioni per chiudere il caso delle intercettazioni emerse nel corso dell'inchiesta di Potenza che vede indagato il suo compagno Gianluca Gemelli, che tra l'altro ieri si è dimesso da commissario di Confindustria Siracusa.    

Il Movimento Cinque Stelle ha annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia all'intero governo. Il vicepresidente della Camera e componente del direttorio M5S, Luigi Di Maio, tenta anche la minoranza Pd: la mozione "votatela con noi", "mandiamo a casa Renzi", perché questo è un governo "inadeguato", che "ha messo al comando persone al soldo delle lobbies". Un appello subito raccolto da Matteo Salvini: il leader della Lega si dice pronto a votare la mozione di sfiducia al governo "anche domani", ma "vogliamo scriverla insieme, anche con Forza Italia, Fratelli d'Italia", magari "anche con quella parte di Pd che conserva dignita' e orgoglio e ne ha le scatole piene di vedere una tradizione cosi' importante calpestata in questa maniera".  

Salvini punta il dito direttamente sul premier: "non me la prendo con la Guidi o con la Boschi, il responsabile è Renzi - argomenta - dovrebbe mollare la poltrona lui". Anche Forza Italia attacca l'esecutivo, dicendosi pronta a sottoscrivere la mozione insieme alle altre opposizioni: "Firmeremo assieme a tutte le altre opposizioni mozioni di sfiducia", spiega Renato Brunetta.    

Sinistra Italiana chiede che la vicenda sia "chiarita in Parlamento. Non bastano le dimissioni per chiudere un caso che passa dal conflitto di interessi al rapporto con le lobby. Renzi venga in Parlamento". Spiega il capogruppo alla Camera Arturo Scotto.    

Dal Pd si leva la voce di Debora Serracchiani: "Come ha scritto lo stesso ministro nella lettera inviata al Presidente del Consiglio, assolutamente c'erano le condizioni di opportunità politica perché questo avvenisse. Sottolineo che non ce l'ha chiesto nessuno, ma come abbiamo detto sin dall'inizio, se ci sono le condizioni perché si faccia un passo indietro, noi lo facciamo", ha spiegato la vicesegretaria del Partito Democratico. L'europarlamentare Simona Bonafe', aggiunge: "in questa fase dobbiamo prendere atto delle parole del Ministro Guidi in cui assicura la propria buona fede, la correttezza del suo operato e la decisione di dimettersi per opportunità politica, immediatamente, un minuto dopo la notizia delle intercettazioni". Quanto al caso Boschi, le cui dimissioni vengono chieste da tutte le opposizioni, l'esponente del Pd aggiunge: "mi pare che ci sia un vero e proprio accanimento strumentale". 
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