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ITALIA

Incidenti prima di Inter-Napoli

Morte ultrà Daniele Belardinelli, indagati quattro tifosi del Napoli

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Sono stati iscritti nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di omicidio volontario i quattro tifosi del Napoli che erano a bordo della Volvo V40 Station Wagon la quale, secondo gli inquirenti, ha investito, provocandone poi la morte in ospedale, l'ultrà del Varese (squadra gemellata con l'Inter), Daniele Belardinelli.

Stamane gli interrogatori negli uffici della Questura di Napoli di quattro dei cinque passeggeri della vettura. Al momento risultano essere due i tifosi azzurri ascoltati dagli investigatori della Digos di Milano, in trasferta nel capoluogo campano.

Il tifoso interista Luca Da Ros agli arresti domiciliari
Luca Da Ros, il tifoso interista di 21 anni, scarcerato dal gip di Milano Guido Salvini dopo l'arresto nell'ambito dell'inchiesta per gli scontri tra tifoserie del 26 dicembre, ha riconosciuto 7 ultrà durante l'interrogatorio di ieri a San Vittore. Questi 7 sarebbero dunque noti all'ultrà nerazzurro, che però - stando a quanto precisato dal suo avvocato, Alberto Tucci - non ha confermato la loro presenza la notte in cui Daniele Belardinelli è rimasto ucciso.

Di questi 7, sono solo tre quelli che erano in auto con Da Ros, come aveva già affermato in precedenti dichiarazioni e che dunque erano presenti al momento dell'assalto.

Il gip Guido Salvini: "Da Ros minacciato"
Luca Da Ros ha fornito ai magistrati "numerosi dettagli utili" sulle "modalità dell'attacco" e per "risalire ai responsabili dell'omicidio di Belardinelli", "nonostante le minacce ricevute presso la sua abitazione e apparse sui numerosi social network". Lo scrive il gip Guido Salvini spiegando che Da Ros ha anche svelato la "identità di numerose persone coinvolte" malgrado la "pressione" e la "omertà" della curva. Per il gip Salvini, che ha concesso gli arresti domiciliari al giovane, la sua scelta di parlare con i magistrati non è stata facile per la "pressione che i gruppi di tifosi ultras sono in grado di esercitare". Malgrado questa pressione e le numerose minacce ricevute, Da Ros, spiega il giudice, ha manifestato "un concreto distacco da quelle regole di un'omertà che caratterizza la realtà di tali gruppi".
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