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MONDO

Non sarà più il leader dell'opposizione

India: Raul Gandhi si dimette dopo il ko alle elezioni

Rahul Gandhi si è dimesso dalla leadership del partito del congresso indiano, il principale schieramento all'opposizione
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Gandhi, discendente della potente dinastia familiare che ha governato il paese dalla sua indipendenza, si è assunto la responsabilità per la netta sconfitta alle recenti elezioni, che hanno incoronato ancora una volta il premier nazionalista Narendra Modi.


"Prendersi la responsabilità e' cruciale per la crescita futura del nostro partito. E' per questa ragione che mi sono dimesso da presidente del Congresso", ha spiegato in una nota. Raul Gandhi è arrivato alla guida del partito nel dicembre 2017,  e  si e' impegnato, senza successo, per diventare il quarto membro della famiglia a ricoprire la carica di primo ministro indiano.  

Il gioco c'è "la futura crescita del nostro partito", ha spiegato Modi su Twitter,sottolineando che il partito nazionalista del primo ministro Modi ha sfruttato "l'intera macchina dello stato" per combattere contro il partito del Congresso e gli altri partiti di opposizione alle recenti elezioni generali. 

Il 49enne Gandhi, dopo il voto di aprile, aveva perso il suo seggio in parlamento, ponendo fine alla più potente dinastia familiare dell'India moderna: da Jawaharlal Nehru ad Indira eRajiv Gandh che ha guidato il paese dall'indipendenza del Regno Unito nel 1947.

Il partito del Congresso è stato ai vertici del paese fino al 2014, fino all'ascesa dei nazionalisti indù di Modi.Anche a quell'epoca, il volto del principale partito di opposizione era stato Raul Gandhi.
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