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ITALIA

Operazione Digos

Inneggiavano al fascismo e progettavano un attentato a una moschea: 12 indagati nel Senese

L'inchiesta coinvolge persone non giovanissime e senza precedenti penali. Le indagini sarebbero partite da alcuni conversazioni intercettate dagli investigatori della Digos di Firenze e Siena sui social. Secondo quanto emerge, il gruppo aveva intenzione di colpire la moschea di Colle Val d'Elsa

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Avevano intenzione di colpire la moschea di Colle Val d'Elsa (Siena) facendo saltare una condotta del gas i presunti appartenenti al sedicente Movimento idea sociale (Mis), nei confronti dei quali questa mattina all'alba è stata condotta un'operazione della polizia di Firenze e Siena, coordinata dai pm della Direzione distrettuale antimafia fiorentina Eligio Paolini e Leopoldo De Gregorio insieme al procuratore capo Giuseppe Creazzo.

Nel corso dell'operazione gli agenti della Digos della questura di Firenze, in collaborazione con i colleghi della questura di Siena, coordinati dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione - Ucigos, hanno eseguito numerose perquisizioni in abitazioni, uffici e capannoni in comuni del Senese, Sovicille e Poggibonsi, e nel centro della città del Palio, e hanno sequestrato esplosivi, residuati bellici, armi legalmente detenute. Dodici al momento gli indagati per il reato di detenzione abusiva di armi correlata alla costituzione di un'associazione con finalità eversiva.

"Al momento - ha spiegato il procuratore Creazzo - non abbiamo riscontri di correlazioni con formazioni politiche di estrema destra già esistenti. La perquisizione è il primo atto di un'inchiesta da sviluppare".

Tra gli indagati ci sono anche la moglie di un 60enne nostalgico delle Ss, ritenuto dagli investigatori il personaggio chiave dell'operazione, e il figlio 22enne dell'uomo. I presunti appartenenti al gruppo eversivo non avrebbero precedenti penali e sarebbero per lo più uomini di mezza età. Le indagini, da quanto si apprende, sarebbero partite da alcuni conversazioni intercettate dagli investigatori della Digos di Firenze e Siena sui social, proseguendo poi con accertamenti anche di altro tipo.

In particolare, sul profilo Facebook del 60enne sono state notate dalla Digos foto dell'uomo con indosso una mimetica delle Ss a bordo di un sidecar militare. Altre foto lo ritraevano a Dongo, dove venne ucciso Mussolini, intento a fare il saluto romano. Un'altra immagine lo ritrae mentre con le mani fa il gesto di sparare a un cartello dell'Anpi, l'associazione dei partigiani. Gli investigatori hanno recuperato anche foto dove impugna un lanciarazzi e un album accompagnato dalla musica dell'inno ufficiale del partito nazionalsocialista tedesco. Sempre da un profilo Facebook a lui riferibile, il 60enne si qualificava come segretario della federazione di Siena del 'Movimento idea sociale'.

Dalle intercettazioni sarebbe emerso che il gruppo intendeva colpire la moschea di Colle Val d'Elsa facendo saltare una condotta del gas. Ma l'azione di "fa saltà" la moschea non sarebbe stata portata a termine perché il 60enne sarebbe stato contattato dalla polizia che aveva notato strani movimenti nei pressi dell'edificio. "Noi come ci si move noi siamo no guardati a vista... di più!", commentava l'uomo in un'intercettazione. Sempre dalle conversazioni intercettate, il 60enne, che avrebbe l'abitudine di recuperare esplosivo da ordigni inesplosi ritrovati, diceva: "Se devo tirare una pistolettata non mi faccio problemi.. la destra estrema è una filosofia di vita".

Dalle indagini è emerso che tra i membri del sedicente 'Mis' si chiamavano 'camerati' e avevano idea di costituire una "struttura qualificata pronta per ogni evenienza", una sorta di "guardia nazionale repubblicana" chiamata a intervenire "arma alla mano senza chiamare le forze dell'ordine e fare giustizia sommaria".

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