Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Innovation-Week-Open-source-hardware-summit-stampante-3D-wearable-e-case-disponibili-per-tutti-0b46fffa-56dc-4153-bd6f-24df1c7ec654.html | rainews/live/ | (none)
TECH

Nell'ambito del' Innovation week

Open source hardware summit: stampante 3D, wearable e case disponibili per tutti

La filosofia dell'open source hardware è quella di rendere accessibili progetti per la costruzione di oggetti, dai vestiti alle auto. A Roma si tiene il primo summit europeo del movimento per discutere del futuro sempre più intelligente e sostenibile

Condividi
di Paola Cutini Hardware libero dalle briglie dei brevetti e più vicino alle esigenze di tutti. Il concetto del movimento open source hardware è semplice: rendere condivisibili progetti per la costruzione di hardware, ovvero oggetti tangibili, da dispositivi elettronici fino ad arrivare a mobili o case. Questo fa sì che siano modificabili e chi vuole può apportare le proprie migliorie.

Nel summit dell'open source hardware association, che si tiene a Roma oggi e domani, ci sono relatori di fama mondiale. Si parla di elettronica, meccanica, arte, tecnologia indossabile concentrandosi sul tema "dall'open making all'open manifacturing", per l'implementazione di progetti più intelligenti ed ecosostenibili.

Sul palco dell'auditorium si sono alternati stilisti, ingegneri, artisti e visionari. Becky Stern, ad esempio, è una moderna stilista che realizza abiti dotati di dispositivi tecnologici indossabili. I suoi corsi per fabbricarseli da soli li pubblica settimanalmente su youtube. Nick Lerodiaconou, invece, è un progettista che collabora all' open desk e è alla wikihouse. Quest'ultimo progetto, ad esempio, ha l'obiettivo di rendere possibile a chiunque di costruire la propria casa usando schemi che si possono stampare su internet. Tramite la rete e la tecnologia si può così realizzare le parti assemblabili che servono a comporre la propria casa.

Tra gli ospiti di spicco per questo quinto open source hardware summit, il primo europeo, c'è Adrian Bowyer, padre del progetto RepRap, ovvero una stampante 3D open source collegabile a un normale computer che stampa oggetti tridimensionali. funziona come una pistola di colla che strato per strato, usando il giusto materiale, costruisce gli oggetti. Per Adrian Boweyer è difficile immaginare cosa si potrà realizzare in futuro con questi dispositivi che oggi sembrano fantascientifici: "forse  - dice - arriveremo a stampare addirittura cibi come la pizza".
Condividi