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ECONOMIA

Lo scontro

Inps, Salvini: se Boeri non è d'accordo su niente si dimetta. La replica: attacco senza precedenti

Scintille tra governo e Inps sui numeri del decreto Dignità. Di Maio: non possiamo rimuovere ora Boeri

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Bufera sull'Inps. Prima la nota congiunta dei ministri dello Sviluppo economico Luigi Di Maio e dell'Economia, Giovanni Tria, che recita: in merito alla relazione tecnica che accompagna il Dl Dignità, "il ministro dell'Economia, Giovanni Tria ritiene che le stime di fonte INPS sugli effetti delle disposizioni relative ai contratti di lavoro contenute nel decreto siano prive di basi scientifiche e in quanto tali discutibili".

Poi il monito di Salvini. "Se il presidente dell'Inps non è d'accordo su niente delle linee politiche del governo, si dimetta": è il nuovo avvertimento a Tito Boeri lanciato da Mosca dal vice premier e ministro dell'Interno, in relazione alle stime di fonte Inps sugli effetti delle disposizioni relative ai contratti di lavoro contenti nel decreto dignità (8.000 posti di lavoro in meno all'anno).

"Non so se qualcuno dalla sera alla mattina ha tolto dei numeri o aggiunto dei numeri", ha detto il vice premier parlando alla stampa prima di andare allo stadio per la finale dei Mondiali. "So che è un decreto che mira a creare nuovi posti di lavoro - ha continuato - e so per certo che ci sono alcuni organismi, penso all'Inps, con cui non ho da fare polemiche personali, perché non mi interessano, che però hanno una visione della realtà che è assolutamente lontana da quella degli italiani, da quella del mondo del lavoro, del mondo delle pensioni". "Quando il presidente dell'Inps continua a dire, la legge Fornero non si tocca, gli immigrati ci servono, perchè ci pagano le pensioni, questo decreto crea disoccupazione - ha poi affondato il ministro - in un mondo normale se non sei d'accordo con niente delle linee politiche, economiche e culturali di un governo e tu rappresenti politicamente, perchè il presidente dell'Inps fa politica, un altro modo di vedere il futuro, ti dimetti". "Cosi' non è e va beh, noi siamo al governo e mi dispiace per chi ha perso le elezioni", ha poi concluso.

La replica di Boeri
"Le dichiarazioni contenute nella nota congiunta dei ministri Tria e Di Maio rivolgono un attacco senza precedenti alla credibilità di due istituzioni nevralgiche per la tenuta dei conti pubblici nel nostro paese e in grado di offrire supporto informativo alle scelte del Parlamento e all'opinione pubblica. Nel mirino l'INPS, reo di avere trasmesso una relazione "priva di basi scientifiche" e, di fatto, anche la stessa Ragioneria Generale dello Stato che ha bollinato una relazione tecnica che riprende in toto le stime dell'Inps". lo afferma in una nota il presidente dell'Inps Tito Boeri.

"Quanto al merito - chiarisce Boeri - siamo ai limiti del negazionismo economico. Il provvedimento comporta un innalzamento del costo del lavoro per i contratti a tempo determinato e un aumento dei costi in caso di interruzione del rapporto di lavoro per i contratti a tempo indeterminato. In presenza di un inasprimento del costo del lavoro complessivo, l'evidenza empirica e la teoria economica prevedono unanimemente un impatto negativo sulla domanda di lavoro. In un'economia con disoccupazione elevata, questo significa riduzione dell'occupazione. E' difficile stabilire l'entita' di questo impatto, ma il suo segno negativo e' fuori discussione. La stima dell'Inps - spiega ancora il presidente Boeri - e' relativamente ottimistica. Prevede che il 10% dei contratti a tempo determinato che arrivano a 24 mesi di durata non vengano trasformati in altri contratti, ma diano luogo a flussi verso la disoccupazione riassorbiti al termine della durata della Naspi. Non si contemplano aggravi occupazionali legati alle causali. In termini assoluti l'effetto e' trascurabile: si tratta dello 0,05% dell'occupazione alle dipendenze in Italia. Da notare che l'effetto, contrariamente a quanto riportato da alcuni quotidiani, non e' cumulativo. In altre parole il numero totale non eccede mai le 8.000 unita' in ogni anno di orizzonte delle stime. Se l'obiettivo del provvedimento era quello di garantire maggiore stabilita' al lavoro e piu' alta produttivita' in futuro al prezzo di un piccolo effetto iniziale di riduzione dell'occupazione, queste stime non devono certo spaventare". 

"Spaventa questa campagna contro chi cerca di porre su basi oggettive il confronto pubblico", dice in conclusione Boeri, aggiungendo: "Consapevoli dell'incertezza che circonda le stime svolgeremo, come sempre, il monitoraggio attento, che peraltro la legge ci richiede. Ma sin d'ora, di fronte a questi nuovi attacchi - e a quelli ulteriori del ministro Salvini - non posso che ribadire che i dati non si fanno intimidire". 

Di Maio: non possiamo rimuovere ora Boeri
"Non possiamo rimuovere Boeri ora, quando scadrà terremo conto che è un presidente dell'Inps che non è minimamente in linea con le idee del governo, non perché il presidente dell'Inps la debba pensare come noi, ma perché noi vogliamo fare quota 100, quota 41, la revisione della legge Fornero, l'Inps ci deve fornire i dati, non un'opinione contrastante". Così commenta le polemiche sulle stime dell'Inps relative al dl Dignità il ministro del Lavoro Di Maio a Liguria d'Autore. "I soldi per fare queste cose li troveremo". 
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