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POLITICA

Ok dell'aula alla sospensione della discussione del decreto

Intercettazioni, alla Camera il governo pone la questione di fiducia

Le dichiarazioni di voto sulla fiducia avranno inizio domani dalle ore 15. Le votazioni inizieranno invece dalle 16,35. Il decreto deve essere convertito in legge entro il 29 febbraio pena la decadenza

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Il Pd, attraverso un intervento di Emanuele Fiano, ha chiesto la chiusura anticipata della discussione sul dl intercettazioni in considerazione dell'emergenza coronavirus. E l'Aula della Camera ha votato sì alla chiusura anticipata della discussione generale sul decreto legge.  Poi il governo, con il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D'Inca', ha posto la questione di fiducia sul testo del decreto Intercettazioni, così come approvato dal Senato. La seduta dell'Aula della Camera è stata quindi sospesa per la riunione della Conferenza dei capigruppo. Le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sul decreto Intercettazioni avranno inizio domani dalle ore 15.

Le votazioni sulla fiducia inizieranno invece dalle 16,35 ha stabilito la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Il decreto deve essere convertito in legge entro il 29 febbraio pena la decadenza. 
Domani mattina, nonostante lo stop di 24 ore dei lavori previsto da Regolamento dopo che il governo pone la questione di fiducia su un provvedimento, potrà comunque riunirsi la commissione Affari sociali per esaminare il decreto emergenza coronavirus.

In mattinata una lunga discussione iniziata nell'aula della Camera sul decreto Intercettazioni.  Duro ostruzionismo da parte dei leghisti. Oltre 100 i deputati della Lega che hanno chiesto di intervenire.

Opposizioni chiedono modifica del calendario dei lavori
Le opposizioni in apertura della seduta hanno chiesto una modifica del calendario dell'aula della Camera, che ha all'ordine del giorno il decreto sulle intercettazioni. Forza Italia, con Roberto Occhiuto, aveva chiesto che si esamini subito il decreto varato sabato dal governo contenente le misure per arginare il coronavirus, rinviando il dl intercettazioni a una fase successiva. La richiesta è stata condivisa da FdI e Lega. Sia Pd che Leu hanno chiesto che entrambi i decreti vengano esaminati, magari dopo una accelerazione dei tempi del dl coronavirus, e comunque dopo una conferenza dei capigruppo.

Nelle intenzioni di governo e maggioranza c'era la volontà di porre la fiducia già nel pomeriggio, per poi procedere con il voto nella giornata di domani.

Pd, Rosato: "Ci sarà capigruppo per definire lavori"
"Ci sarà una capigruppo per definire un percorso definito e più rapido possibile". Lo ha detto nell'Aula della Camera il vicepresidente Ettore Rosato rispondendo alle richieste della opposizione di dare priorità nell'esame al dl coronavirus rispetto a quello sulle intercettazioni. "La preoccupazione è condivisa da tutti. C'è un decreto in Aula, quello sulle intercettazioni, condizionato dal dibattito nel Paese. Ci sono circa 200 emendamenti che possono essere gestiti come ogni gruppo decide e poi c'è il dl che, in base a quello che prevede la Costituzione, deve passare comunque dalla commissione", ha concluso.

Fi, surreale oggi esaminare dl intercettazioni
"Mentre il Paese affronta il problema del coronavirus, in modo surreale alla Camera esaminiamo il decreto intercettazioni, che non è urgente e semmai è divisivo. Affrontiamo subito il dl Coronavirus e poi, se il governo reitera il testo sulle intercettazioni, lo esaminiamo", aveva detto nell'Aula della Camera Roberto Occhiuto (Fi).  "La priorità non sono le intercettazioni ma la sicurezza dei cittadini", ha concluso.

Pd, Verini: "No polemiche ma consapevolezza"
"Siamo davanti a un provvedimento divisivo, quello sulle intercettazioni, su cui si preannuncia una dura opposizione ed una ferma volontà della maggioranza di non farlo decadere. In momenti come questi il Parlamento non dia prova di polemiche ed urla ma semmai di consapevolezza". Lo ha detto nell'Aula della Camera il deputato Pd Walter Verini chiedendo che "nel più breve tempo possibile si chiuda l'esame di questo decreto per poi passare in un clima anche dialettico ma molto sereno al tema del coronavirus".

Deputata lombarda in aula con la mascherina
Effetto coronavirus anche a Montecitorio: alla Camera Maria Teresa Baldini, deputata lombarda di Fratelli D'italia si è presentata in aula e in transatlantico con la mascherina. In Aula è in corso la discussione generale sul dl intercettazioni.

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