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ECONOMIA

Intervento del ministro dell'Economia e di quello delle Finanze

Padoan al Festival dell'Economia di Trento:"il Jobs act ha reso migliore il mercato del lavoro"

Pier Carlo Padoan è intervenuto su jobs act, fisco e sofferenze bancarie. Il ministro delle finanze Vincenzo Visco e il governatore della banca di Francia Villeroy De Galhau hanno sottolineato il pericolo dell'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea.

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Interventi istituzionali oggi al Festival dell'Economia, in corso dal 2 al 5 giugno a Trento. Nel corso di un dibattito sulla necessità per l'Ue di dotarsi di un ministro delle Finanze europeo sono intervenuti il ministro delle Finanze Vincenzo Visco e il governatore della Banca di Francia Villeroy De Galhau, successivamente ha preso la parola anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.
 
Padoan ha sottolineato che in Italia il jobs act ha reso "il mercato del lavoro radicalmente migliore e già si vede" ed e' stato "un grimaldello per la fiducia" perché ha dimostrato che "un paese ritenuto incapace di far le riforme le fa". Sulla riduzione delle tasse ha aggiunto che "i tagli alle imprese sono già previsti per il 2017. Se ci saranno ulteriori spazi per tagliare le tasse alle famiglie lo faremo. Ma ci sono vincoli di bilancio molto stetti. Vedremo... Il taglio dell'Ires? Sara' confermato".
 
Secondo Padoan "la strategia del governo, da quando è nato, si basa su riforme strutturali, finanza della crescita e tagli di tasse. Ne abbiamo tagliate diverse in misura abbondante: vedremo di capire, in base ai tagli già effettuati cosa può essere ancora tagliato". Grazie alle riforme "mai viste" che il governo ha messo in campo in due anni sul sistema bancario e grazie a "crescita e ripresa degli investimenti in un orizzonte di due anni, che e' il periodo normale di gestione delle sofferenze, il sistema tornerà stabile", quando "saranno portate a termine anche fusioni, acquisizioni e ricapitalizzazioni".
 
In precedenza sia  Villeroy De Galhau che Vincenzo Visco si erano detti molto preoccupati dalla possibilità che il referendum sulla Brexit renda l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa una realtà.
 
Secondo Visco se al referendum nel Regno Unito vincesse l'ipotesi di uscita di Londra dall'Ue "anche tra i paesi dell'eurozona ci potrebbero essere tentazioni di fuoriuscita, che verrebbero giustificate con la possibilità di regolare i tassi di cambio". Se vincerà  la Brexit, ha proseguito Visco, "ci saranno delle forze che cercheranno di seguire l'esempio della Gran Bretagna, che prendono vita da questi fenomeni e che poi portano tumulti sui mercati finanziari: noi dovremmo contrastare queste forze".
 
Il governatore della Banca di Francia, Francois Villeroy De Galhau ha rimarcato che "In caso di fuoriuscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea ci saranno tumulti sui mercati finanziari e sui tassi d'interesse bancari e certamente servirà un intervento delle autorità finanziarie europee per ripristinare l'ordine".  "Nell'ambito dell'Unione europea - ha aggiunto - la Gran Bretagna e' importante, tra l'altro, per la city di Londra e sarebbe quindi una pessima cosa avere il Regno Unito non nel mercato comune e la city ancora legata all'Europa. Possiamo immaginare le conseguenze per quei fondi costituiti all'interno della city".
 
Sulla grave crisi economica che ha colpito la Grecia Visco ha detto che “c’è ancora molto da fare prima che il problema greco si possa dire risolto". Visco ha comunque lamentato il fatto che nel corso della crisi di Atene siano emerse da tutte le parti "pregiudizi gravi e grossolani". La crisi del 2008 ha insegnato che "dobbiamo puntare di più alla stabilità finanziaria, al completamento del mercato e tener conto delle contingenze.
Abbiamo però bisogno anche di maggiore vigilanza, intesa come supervisione dei prodotti e strutture finanziarie e delle grandi banche di investimento". 


 
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