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MONDO

Intervista esclusiva di Rainews al presidente della Corte di Giustizia Ue

Koen Lenaerts: trattati e patti vanno sempre rispettati, anche per la ricollocazione dei migranti

I paesi che rifiutano di sottostare all'accordo di Dublino, e di accogliere i migranti sul proprio territorio, potrebbero subire sanzioni se la corte di giustizia darà loro torto, a meno che non escano dall'Ue. Lo conferma al microfono di Martino Seniga il presidente della corte di giustizia Europea Koen Lenaerts. Ma quello dei migranti è solo uno dei dossier incandescenti sul tavolo dei giudici di Lussemburgo

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di Martino Seniga In occasione del sessantesimo anniversario dei trattati di Roma la Corte di giustizia dell'Unione europea ha accolto a Lussemburgo i Presidenti delle corti costituzionali e supreme degli stati membri al fine di rinsaldare la rete di cooperazione giudiziaria necessaria all'affermazione di un vero e proprio spazio giuridico europeo.

In un'intervista esclusiva con Rainews.it gli alti magistrati della Corte di giustizia dell'Unione Europea hanno ribadito il ruolo essenziale della rete giudiziaria dell'Unione, formata dagli organi giurisdizionali nazionali e dalla Corte di giustizia, per lo sviluppo e il rispetto dei diritti fondamentali, nonché dei valori della democrazia e dello stato di diritto sui quali si fonda l'Unione.

Il comunicato ufficiale della Corte di giustizia dell'Unione europea rimarca che: "la Corte, in stretta cooperazione con gli organi giurisdizionali nazionali, continuerà ad adempiere la missione affidatale dai trattati di assicurare il rispetto del dirittoda parte di tutti e per tutti, garantendo, in tal modo, i valori comuni ai cittadini dell'Unione e agli Stati membri".

Nell'intervista a Rainews.it il presidente Koen Lenaerts spiega come il carattere originale dei trattati costituenti dell'Unione europea faccia si che non sia prevista la possibilità per gli stati membri di non applicarli parzialmente.
Il sistema giuridico europeo è stato sviluppato in modo che i trattati possano essere disattesi solo con un processo di uscita dall'Unione, come avvenuto con la Brexit.

Ad esempio i paesi che rifiutano di sottostare all'accordo di Dublino, e accogliere i migranti sul proprio territorio, potrebbero subire sanzioni e in ultima battuta uscire dall'Unione europea ma non hanno il diritto di rifiutare solo questa parte dei trattati.

Intanto nell'Europa dei cittadini, che dopo gli accordi di Schengen ha sostituito l'Europa dei mercati, le sentenze della Corte sono sempre più legate a temi di carattere politico, sociale e culturale e stanno effettivamente portando a importanti cambiamenti nella vita dei cittadini europei.
 
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