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MONDO

Teheran

Iran, Rohani lancia appello per unità nazionale. "Esercito chieda scusa per aereo abbattuto"

L'ambasciatore britannico ha lasciato l'Iran. Media iraniani: persona non grata. Londra: "Partenza prevista"

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Il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha lanciato un appello all'unità nazionale" alla luce delle proteste che si sono scatenate nel Paese dopo l'ammissione che è stata la contraerea iraniana ad abbattere l'aereo ucraino. Il leader iraniano ha chiesto alle forze armate di "scusarsi" per la tragedia provocata. Da giorni, ci sono manifestazioni di protesta contro il regime da parte di studenti nelle università di Teheran, e ieri si è diffusa la notizia che è stato arrestato l'uomo che filmò l'abbattimento dell'aereo ucraino, avvenuto l'8 gennaio scorso pochi minuti dopo il decollo dall'aeroporto di Teheran. 

In vista delle elezioni di febbraio in Iran, il presidente Hassan Rohani ha sostenuto che "il popolo vuole la diversità", esortando le autorità incaricate di convalidare le candidature a non eccedere con le esclusioni. Rohani ha poi ricordato che "il popolo è il nostro padrone e noi siamo i suoi servitori. Il servo deve rivolgersi al padrone con modestia, precisione e onestà".

Rohani: via gli stranieri dal Medio Oriente. In pericolo anche gli europei
Il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha ammonito le potenze occidentali di ritirare le loro forze dal Medio Oriente, avvertendo che "potrebbero essere in pericolo" se rimangono nella regione. "Oggi i soldati americano sono in pericolo, domani potrebbero esserlo gli europei", ha dichiarato Rohani in un discorso trasmesso in tv, in cui ha accusato gli Usa e i loro alleati di aver causato "insicurezza" in Medio Oriente. I loro "errori", ha spiegato, sono stati diversi e ha citato l'uccisione del generale Qassem Soleimani, l'intervento in Iraq, Yemen e Libia e la decisione degli Usa di ritirarsi dall'accordo sul nucleare e reintroddurre sanzioni contro Teheran. 

L'ambasciatore britannico ha lasciato l'Iran. Londra: "Partenza prevista"
L'ambasciatore britannico, Robert Macaire, ha lasciato l'Iran: secondo i media iraniani dopo essere stato dichiarato dalla magistratura persona non grata. Un portavoce del Foreign Office ha però specificato che la partenza era stata pianificata da tempo e che il diplomatico intende tornare a Teheran nei prossimi giorni: "È abbastanza normale per i nostri ambasciatori di tornare a Londra per incontri". Il diplomatico è stato brevemente arrestato la settimana scorsa per aver partecipato a una veglia funebre per le vittime dell'aereo ucraino abbattuto, divenuta velocemente una manifestazione di protesta contro il regime di Teheran. Macaire ha sostenuto di aver lasciato il raduno non appena la situazione e' cambiata e di essere stato arrestato poco dopo. Macaire e' stato poi rilasciato dopo soli 15 minuti, quando è venuto alla luce il suo status. Contro l'ambasciata britannica ci sono state proteste e ieri la magistratura iraniana lo ha dichiarato "persona non grata" e ne ha chiesto l'espulsione. 

Zarif accusa l'Europa: voi avete violato l'accordo nucleare
Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha accusato i Paesi europei di essere stati loro a violare l'accordo internazionale sul nucleare. L'accusa arriva all'indomani dell'annuncio di Regno Unito, Francia e Germania di aver messo in moto il meccanismo di contestazione dell'intesa per violazioni da parte di Teheran che si è progressivamente tirata fuori dagli impegni sottoscritti nel 2015. Per Zarif, l'Europa è stata "bullizzata" da Washington. "Non acquistano petrolio da noi, tutte le loro societa' si sono ritirate dall'Iran. Quindi e' l'Europa che viola" l'accordo, ha sostenuto Zarif, affermando che il futuro dell'intesa ora "dipende dall'Europa".
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