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MONDO

Londra convoca incaricato d'affari iraniano

Hormuz, l'Iran sequestra una petroliera britannica. Gli Usa schierano soldati in Arabia Saudita

L'escalation di tensione nel Golfo Persico si è accesa negli ultimi mesi, rinfocolata nel maggio 2018 dall'uscita unilaterale degli Usa dall'accordo sul nucleare iraniano e dalle sanzioni imposte da Washington a Teheran. Il Foreign Office britannico ha convocato l'incaricato d'affari della Repubblica islamica d'Iran

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Sempre alta la tensione nel Golfo. Il Foreign Office britannico ha convocato oggi l'incaricato d'affari della Repubblica islamica d'Iran, responsabile in questo momento dell'ambasciata di Teheran a Londra, per protestare contro il sequestro della petroliera Stena Impero, ieri nello Stretto di Hormuz.

Il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt ha annunciato di aver parlato con il collega iraniano Mohammad Javad Zarif e di aver espresso "estremo disappunto" per il
sequestro della petroliera Stena Impero. "Ho appena parlato con il ministro degli Esteri Zarif, a cui ho espresso estremo disappunto dato che sabato scorso mi aveva assicurato che l'Iran voleva ridurre la tensione ma poi si è comportato in maniera opposta. Questo deve avvenire con i fatti e non le parole se vogliamo trovare una soluzione. La navigazione britannica deve essere protetta e lo sarà", ha detto Hunt su Twitter.

Londra ha messo in guardia le navi britanniche dall' avvicinarsi allo stretto di Hormuz, ed ha lanciato un altolà a Teheran, accusandolo di aver intrapreso una strada pericolosa, e incassando un'offerta di aiuto da parte degli Usa. Teheran ha replicato che non vuole la guerra ma non teme nessuno, si chiami Saddam Hussein, Trump o la regina Elisabetta. E il ministro degli Esteri iraniano Zarif ha attaccato Washington: portano instabilità ovunque si trovino.

"Sollecitiamo l'immediato rilascio della restante nave e del suo equipaggio, e chiediamo di evitare ulteriori tensioni". Così il portavoce del servizio europeo per l'azione esterna che fa capo all'alto rappresentante dell'Ue Federica Mogherini, esprimendo "grave preoccupazione" per il sequestro di due navi da parte delle autorita' iraniane nello stretto di Hormuz. "In una situazione già tesa - aggiunge - questo sviluppo rischia un'ulteriore escalation e mina il lavoro per trovare un modo per risolvere le tensioni".

Il sequestro della petroliera britannica nello stretto di Hormuz è stata una misura di "reciprocità" rispetto al sequestro di quella iraniana da parte della Gran Bretagna a Gibilterra il 4 luglio scorso, ha sostenuto Abbasali Kadkhodaei, portavoce del consiglio dei guardiani, istituzione conservatrice vicina alla guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. "Prendere misure di reciprocità è una regola riconosciuta nel diritto internazionale, che è fatto contro i governi che compiono azioni sbagliate", ha scritto su twitter il portavoce. 

L'Arabia Saudita, intanto, ha deciso di accogliere forze americane sul proprio territorio al fine di fare assieme agli Stati Uniti "quanto possibile per garantire la sicurezza nella regione" dopo il sequestro nello Stretto di Hormuz. Il re Salman "ha concesso il proprio accordo per accogliere forze americane in modo da accrescere il livello di cooperazione reciproca per difendere la sicurezza della regione e la sua stabilità e garantire la pace", ha reso noto un portavoce del ministero della Difesa saudita citato dall'agenzia Spa. Era dal 2003 che Riad non accoglieva più militari americani sul proprio territorio dopo averlo fatto per 12 anni tra il
1991 e il 2003.

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