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MONDO

Bruciate le bandiere

Iraniani in piazza contro Stati Uniti e Israele

Cortei nell'anniversario della presa degli ostaggi nell'ambasciata Usa (1979) e alla vigilia delle nuove sanzioni americane. Intanto il conservatore Consiglio dei Guardiani blocca la legge contro il finanziamento del terrorismo

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Migliaia di persone sono scese in piazza a Teheran nel 39mo anniversario del sequestro nell'ambasciata degli Stati Uniti. Il personale della sede diplomatica fu tenuto in ostaggio per 444 giorni. Le manifestazioni, alla vigilia del ripristino delle sanzioni americane contro l'Iran, sono state scandite da slogan contro gli Stati Uniti e contro Israele. Bruciate in piazza le bandiere dei due Paesi.

Consiglio Guardiani blocca legge contro finanziamento terrorismo 
Il potente Consiglio dei Guardiani iraniano ha intanto respinto una proposta di legge sull'adesione alla convenzione delle Nazioni Unite contro il finanziamento del terrorismo, considerata cruciale per mantenere legami commerciali e bancari con l'estero. Il Consiglio, dominato dai conservatori, sovrintende alla legislazione approvata dal Parlamento. Ha affermato che alcuni aspetti della proposta sono contrari alla legge islamica e alla Costituzione e l'hanno rimandata ai legislatori per una revisione. "Il Consiglio dei Guardiani in diverse sessioni ha esaminato il disegno di legge e ha ritenuto che avesse difetti e ambiguità", ha scritto il portavoce Abbas Ali Kadkhodaie su Twitter.

Sconfitta per il presidente Rohani
Il disegno di legge, approvato dal Parlamento il 7 ottobre, è uno dei quattro proposti dal governo del presidente Hassan Rouhani per soddisfare le richieste stabilite dal Gruppo di azione finanziaria internazionale (FATF), che monitora gli sforzi dei Paesi contro il denaro riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Secondo i falchi tali leggi limiterebbero la possibilità di sostenere "gruppi di resistenza" come Hezbollah in Libano e Hamas in Palestina portando maggiore trasparenza nei suoi conti, ma il governo di Rohani sostiene che è particolarmente importante dopo che gli Stati Uniti hanno abbandonato l'accordo sul nucleare del 2015 e reimposto le sanzioni.
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