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SALUTE

Lo dicono i dati del rapporto Osservasalute

Italia tra i paesi più longevi, ma un over 65 su tre non è autosufficiente

Resta alta l'aspettativa di vita, ma cresce il numero di anziani che ha bisogno di assistenza. Calano i morti per tumori e malattie croniche. Aumenta l'obesità, il consumo di alcool e quello di antidepressivi

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L’Italia è tra i paesi più longevi d’Europa e del mondo. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2015 si è collocata al secondo posto dopo la Svezia per la più elevata speranza di vita alla nascita per gli uomini (80,3 anni), e al terzo posto dopo Francia e Spagna per le donne (84,9), a fronte di una media dell’Unione Europea rispettivamente di 77,9 e 83,3. Se però si esamina la speranza di vita senza limitazioni, la situazione cambia e il nostro paese perde posizioni. È quanto emerge dal rapporto Osservasalute 2017, presentato oggi al Policlinico Gemelli di Roma.

Un anziano su tre non autosufficiente
Il documento sottolinea come un over 65 su 3 non sia autosufficiente. “In Italia, ben il 30,3% degli ultrasessantacinquenni ha molta difficoltà o non è in grado di usare il telefono, prendere le medicine e gestire le risorse economiche, preparare i pasti, fare la spesa, svolgere attività domestiche leggere e occasionalmente attività domestiche pesanti – si legge nel rapporto – Tali prevalenze si attestano al 13% nella classe di età 65-74 anni, al 38% per gli anziani tra i 75 e gli 84 anni e al 69,8% tra gli ultraottantacinquenni. Da ciò si evince una richiesta di aiuto e una difficoltà di gestione della quotidianità”.
Le proiezioni per il 2028 “indicano che tra gli over 65 le persone non in grado di svolgere le attività quotidiane per la cura di se stessi saranno circa 1,6 milioni, mentre quelle con problemi di autonomia arriveranno a 4,7 milioni. Numeri che creeranno seri problemi per garantire una assistenza adeguata.

Meno morti per tumori e malattie croniche 
Si muore meno per tumori e malattie croniche, ma solo dove la prevenzione funziona. Persistono, soprattutto in alcune regioni del Centro-Sud, le criticità riguardanti la capacità di prevenire alcuni tipi di tumore. “La  salute degli italiani è più al sicuro, con meno morti per tumori e malattie croniche come il diabete e l’ipertensione (diminuiti del 20% in 12 anni i tassi di mortalità precoce per queste cause, passato da un valore di 290 a 230 per 10 mila persone”. Risulta stabile il numero dei suicidi. Nel biennio 2013-2014 si sono tolte la vita 8.216 persone.

Aumenta consumo di antidepressivi
Cresce invece il consumo di antidepressivi: nel 2016 erano pari a 39,87 Dosi Definite Giornaliere-DDD/1.000 ab die (erano 39,6 l’anno precedente). Il trend è in aumento da almeno quattro anni per diversi fattori, quali l’arricchimento della classe farmacologica di nuovi principi attivi utilizzati anche per il controllo di disturbi psichiatrici non strettamente depressivi (come i disturbi d’ansia), la riduzione della stigmatizzazione delle problematiche depressive e l’aumento dell’attenzione del Medico di Medicina Generale nei confronti della patologia.
 
In crescita gli obesi ma anche chi fa sport
Aumentano gli obesi (+1% nel 2016 rispetto al 2015), il cui numero è maggiore nelle regioni del sud. Cresce però leggermente anche la percentuale di coloro che praticano attività sportive, salita al 34,8% nel 2016 rispetto al 33,3% dell’anno precedente.

Maggiore consumo di alcool, stabile quello delle sigarette
Si riduce la percentuale di non consumatori di alcolici (astemi e astinenti negli ultimi 12 mesi) pari al 34,4% rispetto al 34,8 del 2015. Resta sostanzialmente stabile il numero dei fumatori, nel 2016 dieci milioni e 430 mila, pari al 19,8% della popolazione di 14 anni e oltre.  
 
 
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