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MONDO

Raccolte quasi 400mila firme

Jacqueline Sauvage uccise il marito violento e incestuoso: merita la grazia? La Francia si interroga

Il caso della 66enne, condannata a 10 anni di carcere per aver ucciso a fucilate il marito, dopo quasi mezzo secolo di violenze subite anche dalle loro 3 figlie e all'indomani del suicidio dell'unico figlio maschio: si merita o no la grazia di Hollande?

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Condannata a 10 anni di prigione per aver ucciso il marito dopo quasi mezzo secolo di violenze, di soprusi e abusi sessuali sotto il tetto familiare, Jacqueline Sauvage si merita o no la grazia presidenziale? E' questa la domanda che si pongono sempre più francesi nelle ultime ore e soprattutto il diretto interessato, alias il presidente François Hollande, che nel pomeriggo ha ricevuto le tre figlie della donna che chiedono a gran voce che alla madre venga risparmiato il carcere. "Liberate Jacqueline": questo slogan si è diffuso dal 3 dicembre in Francia grazie a delle associazioni femministe, a personalità di diversi settori e a esponenti politici che hanno raccolto quasi 400.000 firme sul sito change.org. Si è anche costituito un comitato di sostegno di cui fanno parte il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, e l'ecologista Daniel Cohn-Bendit.

Jacqueline Sauvage, 66 anni, ha ucciso il marito nel settembre 2012 con tre colpi di fucile nella schiena dopo 47 anni di abusi e violenze sessuali su lei e le figlie, all'indomani del suicidio dell'unico figlio maschio. La conferma a dicembre della sua condanna a dieci anni da parte della corte d'Assise ha fatto insorgere le tre figlie. "Nostra madre ha sofferto per tutta la sua vita di moglie, vittima di nostro padre, uomo violento, tirannico, perverso e incestuoso", hanno più volte ripetuto Sylvie, Carole e Fabienne. Una testimonianza che ha fatto eco alle accuse di lassismo dello Stato francese e alle lungaggini della giustizia quanto alle violenze fatte alle donne. I due avvocati di Jacqueline Sauvage, Nathalie Tomasini e Janine Bonaggiunta, sperano che l'incontro odierno con il presidente Hollande sarà "un primo passo verso la grazia presidenziale". L'entourage del presidente, che non è di norma favorevole al principio della grazia, ha da parte sua indicato che Hollande "è ben consapevole della mobilitazione".
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