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MONDO

Le indagini portano verso l'Arabia Saudita

Jamal Khashoggi, la commemorazione un anno dopo l'omicidio del giornalista saudita

Il ricordo davanti alla sede diplomatica di Riad a Istanbul

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Il 2 ottobre del 2018, esattamente un anno fa, il giornalista saudita Jamal Khashoggi varcò la porta del consolato dell'Arabia Saudita a Istanbul, Turchia, dove aveva un appuntamento per ritirare dei documenti necessari al prossimo matrimonio con Hatice Cengiz, la sua compagna turca. Ma da lì Khashoggi non è mai uscito.

Un anno dopo davanti alla sede diplomatica di Riad il giornalista viene ricordato con una cerimonia intitolata "un minuto di non silenzio". Verrà svelato un monumento in suo onore durante per sottolineare la necessità di fare piena luce su autori e mandanti del delitto. 

Parteciperanno tra gli altri la sua promessa sposa Hatice Cengiz, ultima persona a vederlo in vita all'esterno dell'edificio, e la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, Agnes Callamard, firmataria nei mesi scorsi di un rapporto speciale secondo cui esistono "prove credibili" di un coinvolgimento come mandante dell'omicidio del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. A sorpresa è arrivato anche l'amministratore delegato di Amazon, nonché proprietario del Washington Post, Jeff Bezos.

I frammenti di intercettazioni, e parzialmente le stesse ammissioni di Riad arrivate qualche giorno fa con bin Salman che ai media americani ha detto "mi assumo tutte le responsabilità", negando però di aver ordinato l'omicidio, fanno ritenere che la sede diplomatica, in quelle ore, fu trasformata in una vera e propria macelleria. Si ritiene che, dopo aver strangolato il giornalista, i suoi carnefici lo abbiano fatto a pezzi e disciolto nell'acido. Il suo corpo non è stato mai ritrovato e non c'è ancora un colpevole.

Le indagini condotte da Ankara portarono all'identificazione di 11 persone, giunte a Istanbul prima dell'appuntamento del giornalista, che il 13 ottobre del 2018 avrebbe compiuto 60 anni, e ripartite subito dopo la morte di quest'ultimo. Il presidente turco Recep Erdogan il 29 settembra in un editoriale sul Washington Post scrive: "La Turchia si impegna a continuare ad adoperarsi per far luce sull'assassinio di Khashoggi. Dove sono i resti di Khashoggi? Chi ha firmato la condanna a morte del giornalista saudita? Chi ha inviato gli assassini, tra cui un esperto forense, a bordo dei due aerei a Istanbul?".

Si sta ancora svolgendo in Arabia Saudita un processo dai contorni indefiniti e i cui particolari non sono mai stati svelati. Il Washington post, quotidiano americano dove Khashoggi scriveva editoriali sull'Arabia Saudita, lo ricorda così: "Un anno dopo, il nostro amico assassinato Jamal dimostra di avere ragione".
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