Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/James-Ellroy-e-il-suo-Perfidia-Seduto-sulla-mia-scrivania-astronave-vado-dove-voglio-b9a63222-fa25-44bb-8ba8-d154406756d5.html | rainews/live/ | (none)
CULTURA

Il romanzo

James Ellroy e il suo "Perfidia": "Seduto sulla mia scrivania-astronave vado dove voglio"

Indagini poliziesche, omicidi, sesso e denaro nella Los Angeles sotto choc dopo Pearl Harbor. Tutti i personaggi nella storia tradiscono o vengono traditi. E' l'ultimo libro di James Ellroy che, intervistato durante "Libri Come", ci ha detto: "E' il mio romanzo più ampio, il più dettagliato sul piano storico"

James Ellroy e il suo nuovo romanzo "Perfidia"
Condividi
di Carlotta Macerollo Un omone alto e corpulento con occhi svegli. Osservandolo camminare sembra quasi un personaggio dei fumetti. Poi però si scioglie in un sorriso alla prima domanda: "Il titolo viene dalla canzone 'Perfidia' di Glenn Miller, che significa tradimento in spagnolo - racconta Ellroy - E questo è un libro sul tradimento: politico, personale, romantico...un tradimento anche delle idee. Il tradimento è la storia stessa". Lo scrittore americano è a Roma, alla rassegna "Libri Come", per promuovere la sua ultima fatica letteraria, "Perfidia", cui tiene particolarmente: non un noir, ma una storia di amore e guerra, romantica e violenta, che cattura il lettore già dalle prime pagine. 

Il romanzo
È il 6 dicembre del 1941, il giorno prima dell'attacco giapponese alla base americana di Pearl Harbor. In una casa di Los Angeles vengono ritrovati i corpi senza vita dei Watanabe, una famiglia nipponica della classe media. Il romanzo va dal giorno prima ai 22 giorni successivi l'attacco giapponese alla base americana di Pearl Harbor, giorni che hanno visto l'incarcerazione di 120mila cittadini di origine nipponica in tutta l'America, e in particolare nella città di Los Angeles: una vera e propria persecuzione, di cui si parla poco in Europa, ma che ha segnato profondamente la storia degli Usa. "Perfidia è un libro diverso dagli altri, è il mio romanzo migliore, quello che sento di più. Per la prima volta entro nei pensieri di una donna, nei suoi sentimenti. Entro nella testa di Kay Lake, la protagonista di Dalia Nera, che qui è più giovane e più spericolata. Ma per favore non chiamatelo noir. Ho scritto un romanzo storico con grandi personaggi, grandi idee, e grandi aspirazioni", racconta Ellroy.

Il personaggio preferito e la scrivania-astronave
Qual è il suo personaggio preferito? "Senza dubbio Kay Lake". Perché? "Come perché, perché è una donna!". Ed è difficile pensare come una donna? "No, è facile - risponde Ellroy, scherzandoci un po' sopra - perché sono un genio, posso raggiungere qualsiasi cosa, perché so pensare, perché lavoro tanto. Perché se sono seduto alla mia scrivania...è come essere su una navicella spaziale della mente, così io vado ovunque desideri".

"Non chiamatelo noir"
Poco meno di novecento pagine, copertina rosso sangue e una batteria di aerei da guerra neri nel cielo, il volume inaugura una nuova tetralogia di Los Angeles. Temporalmente questo romanzo e i tre che Ellroy scriverà dopo si collocheranno tutti in epoca antecedente al quartetto composto da Dalia Nera, Il Grande Nulla, L.A. Confidential, e White Jazz, i best seller internazionali che hanno fatto conoscere Ellroy al mondo. Quelli coprivano gli anni dal 1946 al 1958, la nuova serie riparte con gli stessi personaggi, in parte inventati e in parte storici, dal 1941. 

Quante ore lavora al giorno?
"Quaranta...lo so che al giorno ce ne sono solo ventiquattro, ma io riesco a lavorarne 40. No, in realtà dieci". E il resto del giorno cosa fa? "Penso, penso profondamente. Mi siedo alla mia scrivania-astronave e invento storie". Ellroy non si lascia portare sul terreno dell'attualità e delle guerre dell'oggi, vuole restare al libro. "Non ho opinioni sulla politica americana contemporanea - afferma perentorio - niente nella mia vita va oltre il mese di dicembre del 1941, tutta la mia curiosità è circoscritta agli eventi di quel mese". Dopo un'infanzia fra le più dure con la madre uccisa senza che fosse mai scoperto l'assassino e il padre alcolizzato, e dopo un'adolescenza in strada, Ellroy ha trovato nella scrittura il suo riscatto. E il suo sogno per il futuro, assicura, è quello di continuare a scrivere.

Ci sono degli scrittori cui si è ispirato?
Ci sono degli scrittori cui si è ispirato? "Quell' 'asino' di Don DeLillo, italo americano, l'autore di 'Libra' e 'Underworld' è il mio uomo". E scrittori giapponesi? "No, non so il giapponese, poi perché dovrei leggere libri giapponesi...hanno bombardato Pearl Harbor!".
Condividi