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MONDO

A Johannesburg la cerimonia per i 100 anni dalla nascita

Obama celebra Nelson Mandela: "Sono tempi strani e incerti"

"C'è una politica della paura e del rancore. Si muove a velocità impensabile qualche anno fa" dice l'ex presidente Usa nel suo discorso. E invita a "credere nei fatti"

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"Credete nei fatti": con un appello al realismo, interpretato da molti come una critica al suo successore, Donald Trump, e' tornato sulla scena l'ex presidente Usa, Barack Obama. Lo ha fatto rendendo omaggio all'eroe della lotta all'apartheid, Nelson Mandela. Il suo è stato un appello al cambiamento, alla speranza, alla tolleranza, all'uguaglianza e all'inclusione, auspicando la tutela dei valori lasciati in eredità da Mandela e la difesa della democrazia. Pur senza mai citare Trump, il suo riferimento è apparso chiaro: "Senza i fatti non c'è alcuna base per la collaborazione. Se io dico che questo è un podio e voi dite che è un elefante sarà difficile per noi collaborare".

"C'è una politica della paura e del rancore"
In un discorso fortemente politico, valutato come l'espressione più alta del suo impegno da quando ha lasciato la Casa Bianca, un anno e mezzo fa, Obama ha parlato di "tempi strani e incerti". Ha aperto il suo discorso affermando: "Le notizie ogni giorno ci portano titoli da capogiro e inquietanti". ha usato parole dure contro i leader che spingono "una politica della paura, del rancore, del trinceramento" e che si muovono "a una velocità inimmaginabile qualche anno fa".

Contro la "politica dell'uomo forte"
Ha attaccato la "politica dell'uomo forte", affermando che "coloro al potere tentano di minare ogni istituzione che dà significato alla democrazia". E ha aggiunto: "Non sono allarmista, sto semplicemente guardando ai fatti. Guardatevi intorno". Ha insistito, infine, sulla difesa dell'eguaglianza in tutte le sue forme, affermando: "Avrei immaginato che a questo punto ne saremmo venuti a capo".

Obama ha anche ricordato che "in molti Paesi in via di sviluppo le ricchezze finiscono nelle tasche delle stesse persone, rafforzando lo schema delle disuguaglianze e alimentando la corruzione". "Lo stesso avviene negli Stati Uniti e in Paesi occidentali dov'è cresciuta l'insicurezza economica delle famiglie della classe media - di chi lavora nelle fabbriche, nelle fattorie - dove gli interessi di milioni di persone vengono ignorate mentre pochi individui detengono troppi poteri, troppa influenza nei media e nella vita economica".

La folla era arrivata alle prime ore del giorno per ascoltarlo. Nel pubblico ospiti illustri tra cui Graca Machel, ultima moglie di Mandela - deceduto il 5 dicembre 2013 - l'ex presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf e l'ex segretario generale dell'Onu, Koffi Annan.

Obama è stato invitato a Johannesburg dalla Nelson Mandela Foundation - che ogni anno celebra la nascita di 'Madiba', il 18 luglio 1918, con il Nelson Mandela Day, festeggiato domani in tutto il mondo. Dopo 27 anni nelle prigioni del regime razzista bianco, Mandela, icona mondiale della lotta all'apartheid, è diventato il primo presidente democraticamente eletto in Sudafrica nel 1994, incarico portato avanti fino al 1999.

Mandela e Obama si incontrarono una sola volta, nel 2005 a Washington, ma nutrivano un'ammirazione reciproca. L'ex presidente sudafricano aveva espresso una "pazza gioia" per l'elezione di Obama nel 2008, valutata un "passaggio chiave nella storia degli Stati Uniti". Mandela rappresenta uno dei principali punti di riferimento morale di Obama, accanto all'ex presidente Usa Abraham Lincoln e il difensore dei diritti civili Martin Luher King. Nel dicembre 2013 l'allora presidente prese parte ai funerali di 'Madiba' in Sudafrica, definendolo "un gigante della Storia che ha portato la nazione verso la giustizia", "l'ultimo grande liberatore del secolo scorso".

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