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CULTURA

Lo scrittore intervistato a New York

Jonathan Franzen: "Davvero sono misantropo?" In autunno esce Purity

A quanto pare la scrittura non gli è più così facile, se dobbiamo aspettare fino all'autunno per leggere il suo quinto romanzo, Purity. E neanche le interviste. "Spero di non diventare mai loquace ", ha detto l'autore delle Correzioni.

Jonathan Franzen a BookExpo America, New York
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di Cristina Bolzani A quanto pare la scrittura non gli è più così facile, se dobbiamo aspettare fino all'autunno per leggere il suo quinto romanzo, Purity. E neanche le interviste. "Spero di non diventare mai loquace ", ha detto l'autore delle Correzioni.

Jonathan Franzen parlava davanti a centinaia di persone al BookExpo America, a New York, per promuovere il suo romanzo.  Spesso lo scrittore 55enne passava  più tempo a criticare le domande che a rispondere. Un'ora di conversazione nella quale lui, spiritoso e autoironico, digressivo e consapevole, saltava dal basket alla teoria letteraria russa alle difficoltà di parlare del suo lavoro.

"Le rotelle mi girano disperatamente in testa", ha detto lo scrittore quando Laura Miller di Salon chi ha chiesto se Purity era più "giocoso" e "avventuroso" dei suoi libri recenti. L'autore ha spiegato di essere appena rientrato dall'Africa orientale e di lottare  per capire "modi convincenti" per parlare di "purezza". "Chiedo l'indulgenza di tutti, perché non l'ho capito", ha detto.

L'attesa è grande per Purity, un romanzo di oltre 500 pagine ambientato ovunque, dalla Germania dell'Est al Sud America a una comunità di anarchici nella California settentrionale. Libertà e Le correzioni sono entrambi best-seller.

Ma Franzen è riluttante a tutto ciò che avvicina a un vasto pubblico a livello promozionale. Quasi non voleva rivelare di aver scritto un nuovo romanzo intitolato Purity. "Qualche volta lei presenta se stesso come un po' misantropo - ha chiesto a un certo punto l'intervistatrice - E' d'accordo con questo?" "No per niente", ha risposto Franzen sorridendo nervoso. "Cosa glielo fa pensare?"
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La protagonista di Purity è una giovane donna dai genitori incerti nota ai più come Pip, con evidenti riferimenti al Charles Dickens di Great Expectations. Ci sono anche un profugo tedesco orientale che gestisce Wikileaks, notizie dal Sud America e flashback in Germania durante la Guerra Fredda. Purity è spesso desolante, nella trama ci sono l'omicidio, il suicidio e numerosi tradimenti, ma lascia anche aperta la possibilità per l'amore e la riconciliazione familiare.

A fine intervista Jonathan Franzen è tornato sulla questione che lo aveva colpito.  E ha chiesto a Laura Miller: "Davvero sono misantropo?"
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