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MONDO

L'Ue ci ascolti o si dissolverà

Kaczynski, la sfida dell'Est: "Rivoluzione contro l'Europa"

Il leader della destra polacca in una intervista a Repubblica: "Tutti in Europa dobbiamo tornare al concetto di Stato nazionale, sola istituzione capace di garantire democrazia e libertà"

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"O l'Europa si riforma ascoltando ogni Stato nazionale membro, o sarà la disintegrazione". E' quanto afferma Jaroslaw Kaczynski, leader storico del PiS (Diritto e giustizia, i nazionalconservatori tornati al potere con le elezioni del 25 ottobre) il più influente politico neoconservatore Ue, in un'intervista esclusiva a Repubblica e al gruppo Lena. "L'Europa intera affronta problemi gravi. La 'correctness' limita la libertà di parola, religione, dibattito, decisioni. E assistiamo alla liquidazione della democrazia da parte di gruppi di pressioni. Ci opponiamo a ciò, in Polonia e in Europa. Per questo ho parlato con Orbàn di controrivoluzione, sebbene per tradizione polacca preferiamo chiamarla rivoluzione che aiuti a conquistare la libertà", è l'opinione di Kaczynski.

"Tutti in Europa dobbiamo tornare al concetto di Stato nazionale, sola istituzione capace di garantire democrazia e libertà", insiste il leader euroscettico. "Noi abbiamo avanzato proposte: cambiare i Trattati per rafforzare gli Stati nazionali ed eliminare ogni arbitrio: Sorpresa amara dalla Ue: gentilezza con Ankara, linguaggio brutale con Varsavia".

Kaczynski vede un'Europa che "cambia rapidamente". "Ovunque i populisti si rafforzano, dalla Germania con la AfD alla Francia con Marine Le Pen. Non penso che ella vinca le elezioni ma è giovane, ha tempo. O guardi alla Lega Nord, ai partiti populisti scandinavi. Non so come sarà l'Europa tra 6 anni. I 5stelle in Italia stanno sorpassando la forza di governo, un partito antieuropeo è al top della popolarità in Olanda, vediamo strane forze di sinistra antieuropee in Grecia e Spagna. Possono far esplodere la Ue. O riformiamo la Ue o andrà al collasso. Un'idea di riforma è internazionalizzare il debito. La Germania dovrebbe spendere per la seconda volta i 2 trilioni di euro spesi per salvare il suo Est, funzionerebbe", sottolinea.

Secondo il leader della destra polacca, è "difficile cercare un compromesso". "Sfortunatamente le divergenze non sono a nostro vantaggio", commenta. "Alcune idee francesi non sono interessanti per la Germania, c'è qualche margine di manovra. L'Italia pur in crisi può giocare un certo ruolo. In colloqui privati, politici europei mi hanno detto che tra 10 anni l'Europa sarà totalmente diversa. Altri vogliono mantenere lo status quo. Ma ciò porterebbe alla disintegrazione. O riforme, ascoltando ogni Stato membro, o disintegrazione. Meglio curare il paziente a casa che in ospedale, e l'Europa è ancora a casa".
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