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POLITICA

In 30 mila al Circo Massimo

Kermesse Italia 5 Stelle a Roma, Di Maio: "Abbiamo combattuto per l'onestà"

Il monito di Fico: "Non dimentichiamo mai chi eravamo fino ai ieri, spesso si arriva nei Palazzi e ci si accomoda". E Alessandro Di Battista annuncia il ritorno in campo: "Mi manca la battaglia"

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Luigi Di Maio mette in salvo l'onore del Movimento e la riuscita di Italia 5 Stelle, la festa nazionale che rischiava di venire travolta dall'indignazione della base per l'ok che il governo giallo-verde aveva dato al condono. E' un successo raggiunto in corner, quando ormai la kermesse era iniziata a Roma, un luogo ritrovato dove il M5s aveva celebrato la prima festa dopo l'ingresso in Parlamento.

"Ce l'abbiamo messa tutta in questi tre giorni e non per combattere qualcuno, ma per affermare un principio: l'onesà", esulta il leader M5s arrivando al Circo Massimo, dove l'arena lo accoglie da trionfatore. Può farlo grazie anche all'accorta accondiscendenza di Matteo Salvini che la base 5 Stelle risparmia dalle contestazioni. Quando dagli schermi, dopo Luigi Di Maio, compare il leader della Lega in diretta dalla conferenza stampa tenuta a palazzo Chigi solo un paio di fischi accolgono le sue parole seguiti anche da qualche tiepido applauso. Una regia attenta ha quindi fatto ascoltare alla piazza le parole del premier Giuseppe Conte, sfumando tuttavia il collegamento quando dalla sala stampa di palazzo Chigi si era levata una domanda sulla ormai famosa "manina" che avrebbe corretto il provvedimento licenziato a inizio settimana. Il ritorno per la quinta edizione della festa intanto viene salutato come un successo.

"Posso annunciarvi che quest'anno abbiamo raggiunto il record di presenze ad Italia 5 Stelle" nel primo giorno della kermesse esulta Di Maio. Stando agli organizzatori, oggi sono arrivate alla festa oltre 30 mila persone, anche se l'arena del Circo Massimo è stata occupata dal M5s per metà. "Stiamo al governo e ancora riempiamo le piazze. Continuiamo a inondare le istituzioni di brava gente", dice il leader rivolto alla platea alla quale assicura un concetto: "nessuno, nel M5S, si è montato la testa".

Ma Di Maio si fa anche portavoce della continua "rottamazione" del Movimento: "ricordiamoci chi siamo, ma non illudiamoci che sarà sempre lo stesso...", sottolinea il leader pentastellato. Parole con cui il vicepremier risponde a distanza al presidente della Camera Roberto Fico che, sullo stesso palco, si presenta come il "custode" dei valori di un Movimento nato in strada e sul web e oggi al governo. "Non dimentichiamo mai chi eravamo fino ai ieri, spesso si arriva nei Palazzi e ci si accomoda", è il monito di Fico che torna a marcare la distanza tra M5S e Lega. "Non c'è un'alleanza, ci muoviamo sul filo di un contratto e alle Regionali non ci sarà nessuna alleanza", sottolinea spazzando via qualsiasi ipotesi di un suo futuro distacco dal Movimento: "questa è la mia famiglia".

Alla kermesse oggi c'è anche Davide Casaleggio che ha ideato per Rousseau la possibilità di iscriversi anche via Sms. E poi, un po' sul palco un po' sparsi tra la gente e nelle Agorà, la pattuglia di ministri e sottosegretari, alcuni, come DaniloToninelli e Vito Crimi, con i bimbi al seguito. Nessuna protesta No Tap come annunciato dagli attivisti pugliesi, solo il "contestatore" Vittorio Di Battista, padre del frontman Alessandro, che sventolava un cartello "No Tap, No Tav, NoBenetton". E il figlio, in collegamento dal Sud America, annuncia che a Natale tornerà in campo. "Mi manca la battaglia", quasi confessa Di Battista. L'applausometro della platea cresce, per raggiungere il suo apice in tarda serata con l'arrivo di un leader, Di Maio, che oggi vede il Movimento più "suo".

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