Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/LUOGHI-ed1fcf23-fd4b-4b2d-b601-2543f95ab2db.html | rainews/live/ | (none)
ITALIA

Il viaggio

Nei luoghi di Mafia Capitale: dalle colline di Sacrofano fino al mare di Ostia

Dal luogo dell'arresto di Massimo Carminati fino a Ostia, municipio commissariato per l'alto livello di infiltrazioni mafiose. Passando per Corso Francia - al distributore dove la rete regolava gli affari - per i locali e i bar di Ponte Milvio, San Giovanni ed Eur

Condividi
di Silvia Balducci Un viaggio nei luoghi di Mafia Capitale, a partire da Sacrofano - dove Massimo Carminati viveva e dove è stato arrestato - fino a Ostia, municipio commissariato per l'alto livello di infiltrazioni mafiose. Passando per Corso Francia - al distributore dove la rete regolava gli affari - per i locali e i bar di Ponte Milvio, San Giovanni ed Eur.

Gli affari sono infatti trasversali e l'organizzazione li promuove indisturbata dalle colline al mare. Molto oltre i confini di quella roma nord, elegante, da cui il boss Carminati muove i giochi. Contando spesso proprio sulla compiacenza di politici e amministratori, che ora di tutto questo dovranno rispondere davanti ai giudici. 

SACROFANO
A Sacrofano Carminati viveva, a Sacrofano Carminati è stato arrestato il 30 novembre scorso. Sul comune pende una richiesta di commissariamento avanzata dal prefetto Gabrielli per i presunti rapporti che legherebbero il sindaco Luzzi con il boss di Mafia Capitale

La villa
Località Borgo Pineto, Via Monte Cappelletto 12, Sacrofano. Qui si trova la villa di Massimo Carminati intestata alla compagna Alessia Marini, dove con lei viveva insieme al figlio Andrea. Un immobile costato 500 mila euro, anche se, racconta la proprietaria ai carabinieri del Ros l’8 luglio scorso, 150 mila euro sarebbero stati versati in nero. L’acquisto avviene anche per il tramite di Agostino Gaglianone, imprenditore ritenuto vicino a Carminati e destinatario di una misura cautelare nell'ambito dell'inchiesta su Mafia Capitale.

La villa viene descritta da Salvatore Buzzi in un’intercettazione come un luogo inespugnabile. In realtà si tratta di un vero e proprio quartier generale protetto da alte mura e cani dove il boss, avrebbe svolto riunioni e cene con i suoi collaboratori. Al suo interno nel corso delle perquisizioni i carabinieri hanno trovato una “katana” - una spada da samurai con una lama da oltre 60 centimetri ed altre armi bianche.



L’arresto
Carminati il 30 novembre 2014 è stato arrestato a pochi metri dalla sua villa. Viaggiava sulla sua Smart grigia quando è stato intercettato dai carabinieri.



Il comune e la richiesta di commissariamento
Sacrofano è anche il comune di cui il prefetto Gabrielli ha chiesto il commissariamento. Il sindaco Tommaso Luzzi avrebbe avuto infatti rapporti con la cricca. Carminat e il braccio destro Brugia (anche questi residente a Sacrofano).
Carminati avrebbe, secondo gli investigatori sostenuto la candidatura a sindaco di Luzzi che, in qualità di amministratore delegato dell’azienda Astral, era comunque già in rapporti anche con Buzzi. Il sostegno a Luzzi era finalizzato ad ottenere favori in generale ed in particolare autorizzazioni e l’aggiudicazione di appalti verso le cooperative del Buzzi.

Per i magistrati il sindaco era perfettamente consapevole degli interessi dell’organizzazione, di cui mostrava conoscere dinamiche e ruoli, che erano alla base del sostegno ricevuto durante la campagna elettorale.
 
Dall'ordinanza. Carminati commenta proprio con Luzzi il sostegno dato a Giovanni Quarzo durante le elezioni,  e anche le pressioni per ottenere la sua nomina a presidente della Commissione Trasparenza del Comune. Lo dimostra un’intercettazione relativa al 6 maggio 2013.
E ancora Carminati nel luglio 2013 avrebbe chiesto a Luca Gramazio di intervenire  su Luzzi  affinchè si interessasse all’individuazione di un terreno che doveva servire a “Salvatore” (Buzzi ndr) il quale nel frattempo aveva “preso” nel vicino comune di Morlupo “una gara” (“digli a.. a Tommaso che lì… la 29 Giugno ha preso a Morlupo una gara per..(inc)..un terreno…” “si..(inc)..Salvatore..(inc)..se lì ci sta qualcosa.. (inc).. un terreno che ..(inc)..che fai, che ne so.. mi serve un posto pe fare qualche cosa.. ..(inc)..”). Dagli atti dell’indagine comunque, non si hanno riscontri sul’effettivo intervento di Gramazio.
 
VIA FLAMINIA
Al ristorante Il casale Carminati, secondo gli inquirenti, era praticamente di casa. E proprio qui discusse con l’ex amministratore delegato dell'Ente Eur Riccardo Mancini del business rappresentato dal "corridoio della mobilità" in zona Laurentina.
 
IL DISTRIBUTORE SU CORSO FRANCIA
Il distributore lungo Corso Francia rappresentava per l’organizzazione una sorte di  base logistica, un luogo di incontro, riscossione crediti, regolamento di conti con gli imprenditori insolventi, come dimostrano le minacce avanzate telefonicamente da Matteo Calvio - lo spaccapollici del gruppo - verso uno dei debitori che tarda a pagare. È al 3 dicembre 2013.



In un’altra intercettazione relativa al 13 dicembre 2012 Massimo Carminati seduto sulla panchina del distributore spiega al suo braccio destro Brugia come avrebbe dovuto regolare io rapporti con gli imprenditori sottolineando che l’organizzazione non si sarebbe più prestata al solo recupero crediti.

"Non siamo più gente che potemo fa una cosa del genere … pe’ du lire per conto degli imprenditori, non si può più fare come una volta … che noi arriviamo dopo facciamo i recuperi. A noi non ci interessa più ... te lo dico” rischiando di “fa 'na GERRA con quelli che l’hanno solato?”.  Tutto doveva iniziare sulla “strada” “perché tanto ... nella strada …” … glielo devi dire ... ”a come ti chiami? ... COMANDIAMO SEMPRE NOI .... non comanderà mai uno come te nella strada ... nella strada tu c’avrai sempre bisogno di… inc .…” dove più immediata era la forza d’intimidazione espressa dal sodalizio che non avrebbe lasciato scelta, costringendo i malcapitati a entrare nell’alveo protettivo dell’associazione “senti ma... questo è un amico nostro … eh … capito?".

Il distributore era gestito da Roberto Lacopo, secondo quanto riportano gli inquirenti è attivo nel settore "dell'estorsione e del recupero crediti per conto dell'associazione" e  svolge anche il ruolo di tramite delle comunicazioni per il sodalizio.
 
PIAZZA DI VIGNA STELLUTI
In un bar in Piazza di Vigna Stelluti Massimo Carminati fornisce al suo braccio destro Riccardo Brugia – l’uomo che collabora con lui in tutte le attività di direzione dell’associazione, coordina le attività criminali nei settori del recupero crediti e dell’estorsione, custodisce le armi in dotazione del sodalizio - la migliore descrizione della associazione, del suo funzionamento e del suo ruolo di cerniera tra il mondo della illegalità e quello della legalità. È il 13 dicembre 2013


 
PARIOLI
Sono anche altri locali frequentatissimi ai Parioli, dalla “Casina” al bar “Parnaso” compreso l’elegante “Hungaria” nell’omonima piazza.
 
PONTE MILVIO
Uno dei luoghi in cui il Mondo di Sotto e il Mondo di Sopra si incontravano è proprio Ponte Milvio, nei locali di Carminati e dei napoletani del clan di Michele Senese.  A Senese sarebbe legato anche Fabrizio Piscitelli (definito Diabolik e noto esponente della curva della Lazio). Locali in cui si muove quasi come fosse di casa Giovanni De Carlo – definito "Giovannone" - il boss amico delle star figura emergente nella criminalità nera della Capitale.
 
Dall'ordinanza. Marco Vecchioni - pregiudicato (per reati inerenti al traffico di stupefacenti, estorsione ed altro) - ha subito un tentato omicidio per un regolamento di conti e in un’intercettazione dichiara: "Si sono presi tutta Ponte Milvio, poi si sono presi quattro locali, l’unico che non è loro è il Re Re che è dell’amico mio Brando". Il riferimento è appunto al boss di mafia capitale e a Senese.
 
IL CENTRO, PIAZZA DEL POPOLO E VIA GIULIA
Non potevano mancare i luoghi della movida. Dal Bolognese, celebre bar a Piazza del Popolo avviene un incontro tra uno degli arrestati e un commercialista. Ma è un eccezione. Da Assunta Madre in via Giulia, invece, Giovanni De Carlo si fa fotografare più di una volta abbracciato con Belen Rodriguez che è stata più volte ospite con Stefano De Martino nella sua prestigiosa casa a piazza Cavour.
 
TIBURTINA
In zona Tiburtina, via Pomona 63, c’è la sede della 29 Giugno, la cooperativa di Salvatore Buzzi, oltre ad un bar frequentatissimo da Carminati e dal braccio destro.

SAN GIOVANNI
A San Giovanni, zona Tuscolana, sarebbe invece stata pianificata una delle manovre più importanti del sodalizio. È il 23 luglio 2013, subito dopo l'elezione di Marino a sindaco della città, Carminati con  il consigliere regionale del Pdl Luca Gramazio e il padre Domenico avrebbe deciso seduti dal Bruttone in via Taranto la nomina di Giovanni Quarzo, appartenente a Forza Italia, a Presidente della commissione Trasparenza del Comune. Carminati spiega di essere già stato coinvolto nel supporto della campagna elettorale di Quarzo attraverso squadre di ragazzi che avrebbero fatto attacchinaggio in città. Aspetti di cui Carminati parla con il sindaco di Sacrofano Luzzi in un’intercettazione relativa al 6 maggio 2013.
 
EUR
La strada porta poi all'Eur a un caffe in piazza Adeneur definito da Carminati "il posto nostro", proprio dietro all'assessorato all'Urbanistica. Succede il 20 dicembre 2012, all’incontro partecipano oltre a Carminati, anche il braccio destro Riccardo Brugia, Carlo Pucci, Fabrizio Franco Testa, Qui il boss di mafia capitale viene ascoltato mentre definisce con Brugia e Buzzi gli affari con la pubblica amministrazione.
 
OSTIA
Poi si prosegue verso Ostia, le mani dell'organizzazione sono arrivate fino al mare. Il municipio è stato commissariato per l'alto livello di infiltrazioni. Qui le tangenti sarebbero arrivate direttamente nelle tasche dell'ex presidente Tassone, area Pd. Nell'ordinanza si parla di somme non inferiori ai 30 mila euro. In cambio ovviamente gli appalti su verde pubblico e pulizia delle spiaggie, assegnati anche questa volta alle cooperative di Salvatore Buzzi. 
Condividi