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ECONOMIA

Quantitative Easing

La Bce lancia nuovo acquisto di titoli di Stato per 20 miliardi al mese da novembre

La Banca centrale europea taglia inoltre il tasso sui depositi di 10 punti base a -0,50%. Invariati il tasso principale a 0% e su prestiti marginali a 0,25%. Draghi: "Si protrae la debolezza dell'Eurozona e ci sono rischi".  Spread in calo 

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Il consiglio direttivo della Banca centrale europea ha varato un nuovo programma di Quantitative Easing (QE), che prevede l'acquisto di bond per 20 miliardi di euro al mese e partirà a novembre. Lo si legge in una nota. Gli acquisti di bond decisi oggi dalla Bce con il nuovo programma di quantitative easing "dureranno tutto il periodo necessario a rafforzare l'impatto accomodante dei tassi" e il consiglio direttivo si aspetta che "finiscano poco prima rispetto a quando la Bce inizierà ad alzare i tassi", si legge ancora. 

Taglio tasso sui depositi a -0,50%
La Banca centrale ha tagliato di 10 punti base il tasso sui depositi a -0,50%, lasciando invariati il tasso principale a 0% e su prestiti marginali a 0,25%. 

Sistema a due livelli per minor impatto dei tassi sulle banche 
Il consiglio direttivo ha inoltre stabilito un sistema a due livelli per i tassi applicati ai depositi delle banche, oggi scesi a -0,5%, attraverso il quale una parte dei depositi sarà "esentata dal tasso negativo sui depositi". La misura serve per attutire l'impatto dei tassi negativi sui margini d'interesse delle banche. 

Draghi: "Si protrae la debolezza dell'Eurozona e ci sono rischi"
È lo stesso Draghi a spiegare la ratio delle decisioni dell'Eurotower. "Il pacchetto di misure della Bce riflette un'inflazione che continua ad essere al di sotto dell'obiettivo del 2%", e "le informazioni in arrivo indicano una debolezza dell'economia dell'eurozona più protratta, importanti rischi al ribasso e un'inflazione debole", dice in conferenza stampa il governatore.

"Misure non finanziano defict singoli paesi"
"Non abbiamo discusso dell'utilità del pacchetto" per i singoli paesi "per una ragione principale: il pacchetto non finanzia i deficit dei paesi ma è stato adottato nel pieno rispetto dei trattati" ha affermato Draghi, rispondendo a chi gli chiedeva se le misure adottate oggi fossero più utili per l'Italia o per la Germania. "Il nostro mandato è la stabilità dei prezzi e di conseguenza quale Paese ne trarrà più giovamento o beneficio non è stato oggetto di discussione", ha aggiunto.

Spread e rendimenti in calo
Rendimenti e spread sui titoli di Stato dell'Italia in netto calo dopo che la Bce ha varato il nuovo pacchetto di stimoli.

Ministro Amendola: progetto europeo più forte
"Mario Draghi, ancora una volta, fa tutto quello che è in suo potere, perché il progetto europeo sia forte e solido. Non smetteremo mai di essergli grati abbastanza per quanto fatto in questi anni": lo afferma su Twitter il ministro per gli affari europei Enzo Amendola commentando le decisioni della Bce.

Gentiloni: bene rilancio azioni a sostegno crescita
"La Bce fa bene a rilanciare la politica monetaria a sostegno della crescita e invitare a politiche espansive i paesi con maggiori spazi di bilancio". Così il commissario designato all'Economia Paolo Gentiloni in un tweet relativo alle odierne indicazioni del presidente della Banca centrale europea Maio Draghi.

QE, chi ne beneficia
Dalle banche, alle imprese, passando per le famiglie e lo Stato, chi beneficia in sostanza di questo cambio di politica monetaria? Le prime a trarre vantaggio saranno le banche, spiega all'Agi Veronica De Romanis, economista della Luiss, sottolineando che per gli istituti "si riducono i costi" e le banche "avranno anche una maggiore liquidità grazie al Qe". Ma l'effetto benefico sarà poi a cascata anche su famiglie e imprese. Vediamo come. "Le banche - prosegue De Romanis - avendo più liquidità, possono prestare più facilmente denaro alle imprese e alle famiglie. Questo sarà un vantaggio soprattutto per l'Italia perché è un paese che stava attraversando una stretta creditizia, come ha più volte ricordato Draghi. Così sicuramente si allenterà questa stretta e renderà più facile prendere a prestito".

C'è un vantaggio, però, anche per lo Stato, sottolinea l'economista, "perché significa che si abbassano i rendimenti dei titoli di Stato, quindi il costo di emettere debito". Infine, a trarne beneficio saranno "le imprese che esportano perché l'euro si indebolisce. Un euro più debole significa che chi compra i prodotti in questa valuta paga meno". Ma ora la palla passa ai governi nazionali. "La politica monetaria - evidenzia - ha un obiettivo che è l'inflazione. Per quanto riguarda invece l'aumento della domanda lì ci devono pensare i governi che hanno la competenza sulla politica fiscale".

È l'esempio del cavallo che viene condotto al fiume per bere. Una politica monetaria espansiva e una riduzione dei tassi (che rappresenta l'acqua) può solo accompagnare il sistema economico (il cavallo in questo caso). Ma da sola non basta. Poi sta ai singoli governi intervenire con programmi di investimenti mirati ed efficaci. Secondo Draghi, inoltre, c'è una distinzione tra i Paesi che hanno spazio fiscale come la Germania, e altri che non ce l'hanno. Chi è in "surplus di bilancio", conclude De Romanis, "dovrebbe spendere di più sia attraverso maggiori investimenti sia con la riduzione delle tasse che fa aumentare la domanda interna. Gli altri paesi devono continuare con una politica fiscale volta a mettere in ordine i conti però cercando di stimolare la crescita, con quella che Draghi chiama 'una politica fiscale attenta alla crescita' e cioè attraverso più investimenti e meno spesa corrente".
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