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La Dichiarazione universale dei diritti umani ha 70 anni

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La Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, approvata dall'ONU il 10 dicembre 1948, compie settant’anni. Il documento rappresenta un riferimento essenziale per l'educazione interculturale: è costituita da un preambolo e da trenta articoli che fissano valori cardine come l'uguaglianza, la libertà e la dignità di tutti gli uomini, il diritto al lavoro, all'istruzione e l'irrilevanza di distinzioni di razza, colore, religione, sesso, lingua e opinione politica.  Il testo del documento 

Pur essendo priva di effetti obbligatori per gli Stati, avendo piuttosto il valore di una “raccomandazione” internazionale, la Dichiarazione ha comunque ispirato le carte costituzionali di tanti Paesi per il riconoscimento dei diritti inviolabili.

La dichiarazione è frutto di una elaborazione secolare, che parte dai primi principi etici classico-europei stabiliti dalla Bill of Rights e dalla dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America, ma soprattutto dalla dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino stesa nel 1789 durante la Rivoluzione francese, i cui elementi di fondo (i diritti civili e politici dell'individuo) sono confluiti in larga misura in questa carta.

La Dichiarazione universale dei diritti umani venne votata dall'assemblea formata in quel momento da 58 paesi.

48 di essi si dichiararono a favore e firmarono il documento: Afghanistan, Argentina, Australia, Belgio, Birmania, Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colombia, Costa Rica, Cuba, Danimarca, Ecuador, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Francia, Grecia, Guatemala, Haiti, Islanda, India, Iran, Iraq, Libano, Liberia, Lussemburgo, Messico, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Nicaragua, Norvegia, Pakistan, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana, Siam, Svezia, Siria, Regno Unito, Stati Uniti d'America, Turchia, Uruguay e Venezuela.

8 paesi si astennero: Arabia Saudita, Bielorussia, Cecoslovacchia, Jugoslavia, Polonia, Russia, Sudafrica e Ucraina.

2 paesi non parteciparono al momento del voto: Yemen e Honduras. Nessun paese votò contro.



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