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SCIENZA

La Gran Bretagna apre alla modifica del Dna degli embrioni: moralmente ammissibile

Il comitato etico fissa i paletti:  "Non per creare un bambino perfetto", ma solo nella garanzia del benessere dell'individuo

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'Moralmente ammissibile' l'editing del genoma degli embrioni, spermatozoi e ovociti con le tecniche che permettono di modificare il Dna con il taglia e incolla, come la Crispr, ma solo nella garanzia del benessere dell'individuo, sia fisico sia sociale: è il parere espresso dal Comitato Etico del Regno Unito in un rapporto di 183 pagine, dal titolo "L'editing del genoma e la riproduzione umana: problemi sociali ed etici".

Il documento è stato messo a punto in due anni, dopo che nel settembre 2016, il comitato aveva avviato un'indagine sulle questioni etiche sollevate dall'editing del genoma nella riproduzione umana. Oggi è prevista la discussione pubblica sui temi principali e le raccomandazioni del rapporto, secondo il quale, inoltre, le modifiche del Dna dovrebbero essere consentite solo "quando ci sia stato un dibattito pubblico ampio e inclusivo sull'uso dell'editing e sulle possibili implicazioni e ulteriori ricerche siano state condotte per stabilire standard di sicurezza". Secondo gli esperti di bioetica britannici, se ciò fosse permesso, dovrebbe essere: "rigorosamente regolamentato; introdotto solo nel contesto di uno studio clinico; concesso caso per caso".

"Sono in corso enormi progressi della ricerca e la possibilità di utilizzare la modifica del Dna nella riproduzione per proteggere la salute di un bambino offre un approccio radicalmente nuovo e potrebbero esserci buone ragioni per consentirla", rileva il presidente del Comitato Etico britannico, Dave Archard. Tuttavia, aggiunge, "dobbiamo fare attenzione che l'uso dell'editing del genoma venga fatto nella garanzia del benessere dell'individuo".

Per il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell'università di Roma Tor Vergata, "ci sono molte questioni etiche aperte, in quanto questo tipo di modificazione genetica comporta cambiamenti di Dna ereditari che si tramandano da una generazione all'altra". Ciò "avrebbe potenziali benefici rispetto a malattie ereditarie gravi e non curabili, a esempio dovute a mutazioni di geni che causano la morte improvvisa in alcune famiglie, ma - conclude - sono necessari ulteriori studi e verifiche per garantire che il metodo sia sicuro ed efficace".
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