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ITALIA

Il caso

La lettera della sorella di Fabrizio Piscitelli al Questore di Roma: "Funerali al Divino Amore"

Dopo il no a un funerale pubblico che le autorità motivano con possibili rischi per la sicurezza e l'ordine pubblico arriva oggi la lettera della sorella di "Diabolik": "Non si neghi a Fabrizio il funerale che normalmente si riserva a tutti gli esseri umani"

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Nuovo capitolo nella tormentata vicenda dell'estremo saluto a Fabrizio Piscitelli, il leader degli "Irriducibili" della Lazio ucciso la settimana scorsa in un agguato a Roma sul quale le indagini sono ancora in corso. Dopo il no a un funerale pubblico che le autorità motivano con possibili rischi per la sicurezza e l'ordine pubblico arriva oggi la lettera della sorella di "Diabolik" al Questore di Roma.

"Funerali al Santuario del Divino Amore"
"Al fine di non negare il funerale a Fabrizio che normalmente si riserva a tutti gli esseri umani, le reitero la proposta di optare per il santuario del Divino Amore la cui conformazione consentirebbe il controllo degli ingressi e dunque di bilanciare e rispettare i principi di uno Stato di diritto, garantiti dalla Costituzione, quali appunto la sicurezza e l'ordine pubblico, con il diritto al rito delle esequie cristiane", scrive Angela Piscitelli, la sorella dell'ultras della Lazio ucciso nei giorni scorsi a Roma, in una lettera al Questore di Roma.

"Si coglie l'occasione per confermare la nostra collaborazione con le Istituzioni - aggiunge nella lettera inviata per conoscenza anche al prefetto e al ministro dell'interno - facendo appello a tutte le tifoserie e a tutti quelli che vorranno partecipare affinché il funerale di Fabrizio sia anche un'opportunità per diffondere un messaggio perché lo stadio possa diventare un luogo più sicuro e sereno per assistere ad uno degli sport più amati al mondo: il calcio". 
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