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MONDO

Dopo pausa voto

La protesta torna in piazza a Hong Kong, appello a Trump, lacrimogeni contro i manifestanti

Hong Kong (AP Photo/Ng Han Guan)
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La polizia è intervenuta con spray al peperoncino prima e lancio di lacrimogeni poi sul lungomare di Hong Kong. Prima di intervenire, alle 15,45 poco dopo la partenza del corteo, gli agenti hanno alzato bandiera blu per fermare il corteo che si era allontanato dal percorso concordato. La squadra tattica speciale della polizia - nota come Raptors - ha esortato la gente a tornare sul marciapiede poi la polizia ha sparato due colpi di gas lacrimogeni intorno alle 16.45 a Salisbury Road. 

La protesta pro-democrazia è tornata in piazza a Hong Kong a sfidare la polizia dopo due settimane di pausa elettorale, segnata dalla trionfale vittoria alle urne. I manifestanti si erano radunati pacificamente, sventolando bandiere Usa e striscioni che fanno appello a Donald Trump. Uno recita "Trump per favore libera Hong Kong", un altro "Make Hong Kong Great Again". 

Il governo cinese ha accusato l'Alto commissario Onu per i Diritti dell'Uomo, Michelle Bachelet, di "fomentare la violenza radicale" a Hong Kong.

La Bachelet ieri in un editoriale apparso sul South China MorningPost, il principale quotidiano di Hong Kong, ha raccomandato che la 'governatrice', Carrie Lam, disponga l'apertura di un'indagine imparziale sulla polizia per "uso eccessivo della forza" contro i manifestanti, e contestualmente apra una linea di dialogo con il movimento di protesta per risolvere la crisi.   

L'ambasciata cinese a Ginevra, sede dell'agenzia Onu, ha scritto che l'articolo di Bachelet "esercita pressione sul governo (autonomo) e avrà il risultato di fomentare i facinorosi a condurre azioni di violenza ancora più radicale". 
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